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Il dollaro brucia e potrebbe essere la prossima bolla

Fabio Carbone
·3 minuto per la lettura

La Fed stampa denaro senza precedenti per sostenere l’economia degli Stati Uniti, lo fa forte della “fede” che tutto il mondo ha nei confronti del biglietto verde.

La Banca centrale degli Stati Uniti sta monetizzando il debito pubblico in quantità mai contabilizzate prima.

I creditori stanno accettando tutto questo e non solo negli USA, ma in tutto il mondo. Si comprano e si detengono buoni del Tesoro americano (Treasury T Bond) che saranno rimborsati fra 10 anni, confidando che l’enorme debito pubblico statunitense non esploderà mai, non collasserà mai sotto il suo sovrappeso.

Eppure, ci fa notare ‘L’Economia’ del Corriere della Sera, questa volta le cose stanno andando diversamente rispetto agli ultimi fatti storici più considerevoli per la storia dell’economia mondiale, ovvero l’attacco alle Torri gemelle del 2001, la crisi finanziaria del 2008 e la crisi del debito sovrano del 2011.

Si fa notare che in quelle occasioni (in particolare l’11 settembre 2001 e nel 2008 con Lehman Brothers), pur provenendo proprio agli Stati Uniti d’America la crisi, il dollaro USA si apprezzo in modo considerevole rispetto alle altre valute straniere.

Per assurdo in quelle occasioni l’autore delle debolezze al sistema economico e finanziario mondiale, veniva comunque considerato l’ancora di salvezza e così per salvarsi si compravano dollari, e di conseguenza il prezzo del biglietto verde saliva su.

Logicamente assurdo, ma avveniva così. Ma altrettanto assurdo appare quanto sta accadendo in questa nuova occasione da Cigno nero. Infatti si sta verificando una sorta di piccola fuga dal dollaro americano. Questa volta l’USD si è svalutato dell’11,6% rispetto alla media ponderata delle altre valute, mentre rispetto all’euro si è svalutato del 13%, scrive ancora il Corriere.

Eppure gli Stati Uniti questa volta non sono la prima nazione ad essere stata colpita dalla pandemia. Il contagio si è originato da tutt’altra parte del mondo… Eppure si scappa dal dollaro, almeno in parte.

Perché?

Se il dollaro non è più l’ancora di salvezza

Rispondere al perché lasciato lì senza una risposta non è banale. Data l’importanza attuale del dollaro per l’economia globale, una caduta verticale del dollaro USA si propagherebbe come uno tsunami di ampie proporzioni sull’export dell’Italia, della Germania, del Giappone, della Corea del Sud.

Secondo gli analisti del Corriere è da escludere una forte perdita di fiducia nei confronti del dollaro, ma si tenga presente anche un altro fattore.

La Fed stampa a manetta

La Federal Reserve ha deciso di sostenere la ripresa e il lavoro con la stampa di una enorme quantità di moneta cartacea (poi demonizzano il bitcoin perché consuma energia, come se stampare carta moneta non ne consumasse).

Milano Finanza riporta che nel solo 2021 sono attesi ulteriori 2.300 miliardi di dollari da stampare, il che farà crescere la massa monetaria M2 del 12% in un solo anno, rappresentando la più grande crescita della massa monetaria del dollaro USA, in termini di tasso di crescita medio, dal 2000 al 2019.

Quello che si prevede è una impennata dell’inflazione che potrebbe portare dei problemi.

Insomma, il dollaro brucia questa volta.

This article was originally posted on FX Empire

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