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Il fattore politico pesa sui mercati finanziari

·2 minuto per la lettura

Il FOMC non è stato ancora archiviato, che già si levano voci di ulteriore accelerazione del tapering, in modo da creare le premesse per un aumento dei tassi ufficiali già a marzo. Nel frattempo salta il Build Back Better di Biden. Mercati azionari disorientati.

È un mercato correntemente disturbato dalla politica. In Europa il dilagare della variante Omicron spinge i governi a misure restrittive che peseranno non poco sulle vendite di fine anno. Nel frattempo improvvisamente – ma prevedibilmente – ai confini orientali si prosciugano le forniture di gas naturale dalla Russia: il flusso quotidiano ieri si è praticamente azzerato (1.3 milioni di metri cubici), e negli ultimi 2-3 mesi è crollato a 10-20 MMC, dai 60-80 MMC al giorno che hanno costituito lo standard degli ultimi dieci anni. È evidente come si tratti di un inadempimento non spiegato da cause naturali.

Nel frattempo negli Stati Uniti è terremoto politico: il senatore Manchin, democratico, ha negato il suo voto alla proposta di legge Build Back Better da 2 trilioni di dollari, che costituiva l’ossatura della politica economica dell’amministrazione Biden. Al contempo, rassegnando le dimissioni dal partito, e facendo mancare la traballante maggioranza alla camera alta del Congresso americano. Divampano le polemiche ma, in prospettiva elezioni di medio termine, forse gli ex colleghi dovrebbe essere grati al senatore Manchin per aver sollevato a quei livelli la questione inflazione.

La Fed infatti è ormai in modalità restrittiva, e apparentemente manda in avanscoperta alcuni esponenti del direttorio per anticipare un tapering ancora più aggressivo di quello emerso dal FOMC, in modo da fissare per marzo il momento del lift-off: tale eventualità è ora data al 42%, dunque è di attualità. Il mercato non può non risentire di tutto questo.

Lo S&P500 venerdì ha ceduto infatti più di un punto percentuale. È stata la ventesima volta, quest’anno. Non poco, in un 2021 altrimenti esaltante per gli investitori. E l’apertura di ottava non si preannuncia favorevole per gli investitori.

Questo ci riconduce al modello previsionale proposto a luglio, subito dopo il conseguimento di una sequenza di otto settimane positive consecutive da parte del Nasdaq. Quella prova di vitalità suggeriva storicamente ulteriori progressi nelle settimane successive, prima di un netto storno: che stiamo evidentemente vivendo. Sotto questa prospettiva è lecito ipotizzare ancora qualche giorno di lettera, prima del ripristino della direzionalità rialzista.

Autore: Gaetano Evangelista Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online

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