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Il futuro del data storage: i diamanti

Il futuro del data storage: i diamanti

Un diamante è per sempre, diceva un celeberrimo claim. Che, forse, va aggiornato: anche quello che in un diamante è contenuto può essere per sempre. È noto, infatti, che dalla metà dell’Ottocento quelle pietre si sono affermate come l’ornamento più prezioso per un anello. In futuro, tuttavia, la loro funzione potrebbe essere diversa, e più ampia. Per esempio, archiviare dati: foto, selfie, video, musica, documenti. Insomma, tutto ciò che riempie le vite quotidiane di (quasi) tutti noi.

Uno studio appena pubblicato su Science Advance, infatti, dimostra come eventuali imperfezioni del diamante possono essere sfruttate come luoghi per conservare informazioni per periodi molto lunghi: si parla di una durata 100 volte superiore a quella garantita da un dvd, in una pietra grande la metà di un chicco di riso e più sottile di un foglio di carta. Alcuni ricercatore, poi, pensano che quella durata possa arrivare a essere 1 milione di volte superiore al citato dvd.

Il punto è avere un diamante imperfetto, il che non è raro. Ciò accade quando un atomo di azoto trova collocazione nella struttura in carbonio della pietra. In pratica, si perde un atomo di carbonio, e ciò crea una cavità che è perfetta per l’archiviazione dei dati. Un team di fisici della City University di New York ha creato queste cavità con il laser e vi ha inserito delle informazioni, facendo ciò che viene di consueto effettuato con i dvd. Ma, come spiega Jacob Henshaw, uno dei ricercatori che ha partecipato all’esperimento, la procedura è in realtà più complessa.

«Un dvd è un modello bidimensionale, il diamante è 3D. Questo aumenta le superfici sulle quali si può agire per creare spazi di conservazione dei dati», ha spiegato. E poi, appunto, i diamanti sono per sempre. Mentre gli hard disk, su un periodo che va da 5 a 10 anni, si degradano ogni volta che vi si accede o in cui i dati vengono scritti o riscritti, ciò non accade nei diamanti. Le loro imperfezioni sono statiche, non si modificano e i dati in esse archiviati sono praticamente eterni.

I ricercatori hanno precisato che ogni diamante con un’imperfezione può essere utilizzato. «Più grande è la pietra, più sono i difetti, più posto c’è per l’archiviazione», ha concluso Henshaw.