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"Il futuro non (si) chiude"

Stefania Scordio
·2 minuto per la lettura

Il messaggio per la ripartenza lanciato con un video sui social da Confcommercio per far sentire la voce delle imprese schiacciate dalla pandemia

“Il futuro non (si) chiude” è lo slogan della nuova campagna di Confcommercio per porre l'attenzione sulla situazione attuale delle imprese italiane vessate dalla crisi economica generata dal Covid-19. Immagini suggestive, foto e video d'autore, che danno la cifra della sofferenza che stanno attraversando gli esercenti costretti a chiudere per via delle misure restrittive. Chiusure provvisorie che in poco tempo potrebbero diventare definitive portando migliaia di famiglie sul lastrico. https://youtu.be/NAZJpI9vUeo La campagna, partita già sui social con l'hashtag #ConfcommercioCè, farà da cornice ad una serie di eventi di vario genere sui territori per informare in maniera capillare, attraverso le Associazioni territoriali e le Federazioni di categoria, quali sono stati i reali danni alle imprese. Informare ma anche rafforzare le richieste di Confcommercio al Governo per ristori più robusti, più inclusivi e più tempestivi che permettano alle attività commerciali di poter riaprire con protocolli specifici di sicurezza evitando chiusure definitive e la conseguente perdita di posti di lavoro.

DATI ALLA MANO

Confcommercio parte dai numeri elaborati dall'Ufficio Studi per sottolineare quanto sia necessario e urgente mettere il sistema in condizione di ripartire: nel 2020 sono sparite dal mercato circa 300mila imprese del commercio non alimentare e dei servizi, di cui circa 240mila esclusivamente a causa della pandemia, e 200mila attività professionali. Ma non è l'unico dato allarmante. Nell'anno della pandemia sono andati persi 160 miliardi di euro di Pil e quasi 130 miliardi di consumi (-11% rispetto al 2019). Il settore più colpito è stato quello della ristorazione con 38 miliari di perdite, a seguire la filiera del turismo e il settore abbigliamento e calzature. Ad essere penalizzato anche il comparto culturale e ricreativo che ha perso complessivamente più di un miliardo.

LE PROPOSTE DI CONFCOMMERCIO

Confcommercio rappresenta questi settori vessati dalla crisi pandemica, per questo, oltre alla campagna di sensibilizzazione e di informazione, la confederazione ha elaborato alcune proposte al Governo che mirano alla ripartenza con particolare attenzione alla salute e alla sicurezza. Tra i punti della Vertenza Terziario figurano tra le altre: la riduzione del peso fiscale, l'accesso al credito e la proroga della moratoria dei debiti bancari, lo snellimento della burocrazia, la digitalizzazione e la richiesta di dotazioni adeguate per i settori turismo e cultura.