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Il G7 ha trovato un accordo per lavorare al price cap sull'energia

MICHAEL KAP

AGI - Il G7 ha raggiunto un accordo per studiare un "price cap" per l'energia russa: lo hanno riferito fonti europee, confermando che il vertice dei 7 grandi ha accolto la proposta del governo italiano. L'obiettivo è limitare gli introiti che Mosca utilizza per finanziare la guerra in Ucraina.

Diversi i punti della relazione finale. A inziare dalla sicurezza alimantare per la quale la Russia deve mettere fine "senza condizioni al blocco dei porti ucraini sul Mar Nero" e all'opera di distruzione di "infrastrutture portuali di trasporto, terminali e silos per il grano", si legge nel documento. "Ribadiamo il nostro appello alla Russia affinché ponga fine incondizionatamente al blocco navale dei porti ucraini del Mar Nero, alla distruzione di infrastrutture portuali e di trasporto cruciali e silos di cereali, all'appropriazione illegale di materie prime agricole e attrezzature e ad ogni altra attivita' che impedisca ulteriormente la produzione e l'esportazione di cibo ucraino", si legge nella dichiarazione finale.

"Sosteniamo fortemente l'Ucraina - continua la nota - nel riprendere le sue esportazioni agricole mercati mondiali, nonché gli sforzi delle Nazioni Unite per sbloccare un corridoio marittimo sicuro attraverso il Mar Nero. Inoltre, intensificheremo i nostri sforzi per stabilire percorsi alternativi basandosi sull'iniziativa dell'Ue 'corridoi di solidarieta'' gia' attivata. Lavorando con agenzie e partner competenti collaboreremo per identificare la provenienza del grano importazioni, con l'obiettivo di identificare i prodotti ucraini sequestrati illegalmente e di scoraggiare la Russia dal continuare i suoi sequestri illegali. Chiediamo inoltre alla Russia di revocare le sue misure che ostacolano l'esportazione di grano e fertilizzanti russi".

I leader del G7 parlano di "un attacco da parte della Russia alla sicurezza alimentare globale". "Sosteniamo l'Ucraina nella ripresa delle esportazioni agricole verso i mercati mondiali e gli sforzi delle Nazioni Unite per sbloccare corridoi marittimi sicuri nel Mar Nero", si sottolinea.

Poi l'impegno finanziario: "Ci impegniamo a stanziare ulteriori 4,5 miliardi di dollari per proteggere i piu' vulnerabili dalla fame e dalla malnutrizione, per un totale di oltre 14 miliardi di dollari" quest'anno "per la sicurezza alimentare globale".

 

Oggi è la giornata conclusiva del vertice che si tiene al castello di Elmau. Ieri i partecipanti al summit hanno condannato con durezza l'attacco missilistico russo a un centro commerciale. La richiesta del presidente Zelensky è di includere la Russia tra gli Stati che sponsorizzano il terrorismo.

Il premier Draghi al termine dei lavori del G7 e poi volerà a Madrid per partecipare al vertice della Nato dove Biden potrebbe, tra l'altro, annunciare il rafforzamento della presenza di truppe statunitensi in Polonia. Mosca ha alzato i toni.

"Per noi la Crimea fa parte della Russia, e questo per sempre. Qualsiasi tentativo di invadere la Crimea - ha detto il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo Dmitry Medvedev - equivarrebbe a una dichiarazione di guerra contro il nostro paese. Se uno stato membro della Nato facesse una mossa simile, porterebbe a un conflitto contro l'intera Alleanza del Nord Atlantico, alla terza guerra mondiale, a un totale disastro".

Il segretario generale della Nato, Stoltenberg, nel corso di un colloquio telefonico con il presidente ucraino, Zelensky ha ribadito il sostegno dell'alleanza a Kiev. Sostegno che sarà intensificato "ora e a lungo termine".

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