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Il game changer per le prospettive di Piazza Affari

Gaetano Evangelista
·2 minuto per la lettura

Ad agosto lo S&P500 ha conseguito una cresciuta superiore al 25% in cinque mesi: data la casistica storica, una garanzia di ulteriori progressi nei mesi successivi. Ecco perché i recenti nuovi massimi storici giungono tutt'altro che a sorpresa.

Il consolidamento di settembre-ottobre è stato spazzato via, a favore del ripristino del bull market iniziato a marzo. Nuovi massimi storici sono stati conseguiti dal MSCI World, dall’All Country World e da selezionati indici “locali”. Impressionante negli Stati Uniti la progressione del Russell 2000, che sembra aver raccolto il testimone del ristretto plotoncino del FANGMANT, contribuendo ad una confortante ampiezza di mercato.

Ovviamente anche il più popolare ed osservato S&P500 raggiunge un nuovo massimo assoluto, rispettando appieno il copione. Ricordiamo ancora quando, ad agosto, segnalammo con forza come il conseguimento di un saldo, in 5 mesi, superiore al 25%; rendesse pressoché scontato una estensione del rialzo nei cinque mesi successivi (precedenti nel Dopoguerra registrati a luglio 2009, gennaio 1999, marzo 1986, novembre 1982 e febbraio 1975). Al solito, il tempo è stato galantuomo, concedendo persino una correzione di due mesi durante la quale meglio riposizionarsi. I massimi storici di questi giorni non giungono per caso.

E nel frattempo sopraggiungono gli upgrade. JP Morgan si aspetta uno S&P a 4000 punti all’inizio del prossimo anno; a 4500 punti a fine 2021: per una performance a dodici mesi del 25% apparentemente ambiziosa. Vedremo in sede di Outlook annuale quanto fondata. Evidentemente si ritiene ottimale la configurazione istituzionale emersa dalle elezioni, con una presidenza Biden che farà i conti con un Senato con ogni probabilità repubblicano: il rischio che i due seggi in ballottaggio a gennaio finiscano ai democratici è prezzata a non più del 25%, e probabilmente prima di allora i riconteggi in corso confermeranno una (esigua) maggioranza incolmabile anche prima che si assegnino definitivamente la Georgia.

Ci sono due rischi da annotare, nel breve periodo. Gli indici americani evidenziano un potenziale doppio massimo (come tanti, soltanto apparenti, si scorgono nei bull market). Il rischio di inversione di tendenza risulta però minimizzato dall’analisi stagionale, come commentiamo nel Rapporto Giornaliero di oggi.

Il secondo rischio è mostrato nella stessa sede: sugli indici di Piazza Affari si è formato venerdì un Sell Sequential setup. I precedenti più recenti in effetti non è che confortino molto. C'é un nuovo fenomeno però da commentare: la straordinaria dinamica fatta registrare dal credito erogato dalle banche a famiglie ed imprese, stando ai dati della Banca d'Italia. Un autentico game changer: ben più dei cospicui e ripetuti deficit promessi a nastro dal governo.

Autore: Gaetano Evangelista Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online