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Il gioco buono,ricerca SWG: non viene chiesto di vietarlo ma...

Red/Bol
·2 minuto per la lettura

Roma, 28 ott. (askanews) - Si gioca principalmente per divertimento, ma anche per liberarsi la mente o per rilassarsi. Una parte maggioritaria del pubblico, inoltre, non è d'accordo con l'idea di vietare i giochi con vincite in denaro, ma chiede controlli severi sul gioco illegale. E' quanto viene fuori dalla ricerca elaborata da SWG, Formiche e Kratesis e presentata questa mattina durante la tavola rotonda "Il gioco buono: un alleato contro l'illegalità" . Alla presentazione hanno partecipato Riccardo Grassi, Direttore di Ricerca SWG, interverranno, tra gli altri, Pier Paolo Baretta, Sottosegretario al Ministero dell'Economia e delle Finanze, l'Avv. Alessandro Canali dell'Agenzia Dogane e Monopoli e Giuliano Frosini Senior Vice President di Lottomatica. "Nel passaggio dal concetto di gioco in generale, a quello di gioco con vincita in denaro, fino all'immagine del giocatore di giochi con vincita in denaro - si legge nella ricerca - si registra un climax di crescente negatività che ribalta l'accezione inizialmente positiva del concetto di giocare. Se l'adulto che gioca è una persona che ama divertirsi e che sa vivere bene, l'immagine di chi pratica giochi con vincite in denaro è decisamente negativa: per metà del campione è una persona che spreca denaro, per un terzo uno che cerca di sistemarsi, per oltre un intervistato su cinque è una persona malata. Solo per un intervistato ogni 8 è una persona normale". "Nell'immaginario dei non giocatori, il giocatore compulsivo è più spesso associato a situazione di marginalità (povertà, disoccupazione, bassa istruzione), mentre tra i giocatori assidui, a prescindere da quello che è il gioco giocato, l'immagine è molto più indifferenziata. La percezione della diffusione della ludopatia è fortemente distorta, con una visione del tutto simile a quella legata alla dipendenza da alcool". Secondo gli intervistati, ai quali è stato chiesto di tracciare l'identikit del ludopatico, il ritratto del giocatore compulsivo è: maschio, anziano, povero, disoccupato e non istruito. Tra le cinque dipendenze riportate nella ricerca, è la droga, secondo gli intervistati, quella con la percentuale più alta per la pericolosità elevata (79%). Seguono poi alcool (67%), il gioco (61%), il fumo (53%) ed internet (25%). "I centri illegali, nella visione dei giocatori che hanno partecipato ai focus group, esistono e sono vicini, inseriti nelle realtà cittadine anche se evocano ambientazioni cinematografiche. Sono percepiti presenti su tutto il territorio nazionale anche se al Sud si pensa siano più diffusi. Frequentati da loschi figuri e dai giocatori compulsivi, disperati che vanno oltre le loro possibilità, si complicano la vita, vengono a contatto con le organizzazioni mafiose che controllano questi luoghi". Secondo lo studio, in sintesi, il campione intervistato non è d'accordo con l'idea di vietare i giochi con vincite in denaro, ma chiede controlli severi sul gioco illegale.