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Il giorno delle tasse per le partite Iva. Misiani: "Non si proroga. Non stanno peggio di altri"

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Un momento della manifestazione delle Partite Iva in piazza del Popolo, Roma (Photo: ANSA/ANGELO CARCONI)
Un momento della manifestazione delle Partite Iva in piazza del Popolo, Roma (Photo: ANSA/ANGELO CARCONI)

Mentre le partite Iva sono pronte alla protesta per il mancato rinvio del pagamento delle tasse, che avrebbero dovuto versare entro il 30 - e per l’ingorgo si sul tema interviene il viceministro dell’Economia Antonio Misiani. E le sue non sono parole di apertura: “In questo Paese bisogna anche iniziare a dire che le imposte vanno pagate perché servono a finanziare i servizi essenziali. E non credo che le partite Iva stiano peggio degli altri. Abbiamo già concesso rinvii, aiuti e sgravi, dunque presentarci come arcigni nemici dei contribuenti è una caricatura. Ed è chiaramente strumentale da parte delle opposizioni”, dice a La Stampa.

“Rinviare ancora creerebbe solo altri ingorghi più avanti. - sostiene Misiani - Ad un certo punto però le imposte vanno pagate. E poi mi lasci dire una cosa: i contribuenti che dovevano versare il 30 giugno lo hanno fatto. Non credo che le partite Iva sottoposte al regime forfettario e agli Isa (gli ex studi di settore, ndr) siano necessariamente in condizioni peggiori”.

“Quanto alle imprese, dialogheremo con le partite Iva per costruire insieme la legge di bilancio e la riforma tributaria. - afferma - L’idea è partire da tre punti: superare il meccanismo saldo-acconto in favore di pagamenti mensili, introdurre la precompilata Iva ed estendere la tassazione per cassa alle piccole imprese. Dobbiamo dire addio al meccanismo che trasforma nel giudizio universale la data delle scadenze fiscali. Lasciamo perdere le polemiche e gli inviti irresponsabili alla disobbedienza fiscale e iniziamo a discutere una riforma strutturale che semplifichi veramente la vita delle partite Iva”.

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Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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