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Il governatore della Lombardia non permette agli studenti di tornare in classe

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fontana
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Le scuole superiori della Lombardia andranno avanti al 100% con la didattica a distanza. A confermarlo è stato il Presidente della Regione Attilio Fontana. Una decisione apprezzata dal governo, come prevede il nuovo dpcm (almeno il 75%), ma non da alcuni sindaci dei comuni lombardi.

Fontana: “Si va avanti con la Dad”

Attilio Fontana, al termine dell’incontro avuto con l’associazione dei dirigenti scolastici, ha confermato che le scuole secondarie superiori andranno avanti totalmente con la didattica a distanza. Una decisione, dice, “frutto del confronto quotidiano con i nostri medici e i nostri scienziati, sulla base dei dati riguardanti la diffusione del virus nella regione“. Inoltre ha ringraziato dirigenti scolastici e docenti per i grandi sforzi che stanno facendo per far sì che le lezioni proseguino in modo ottimale anche a distanza. La situazione “davvero critica“, tuttavia, rende necessario tutto ciò.

Il Presidente della Regione Lombardia ha ribadito tale pensiero attraverso un post pubblicato sulla sua pagina Facebook. “Sono assolutamente favorevole – ha scritto – alla didattica in presenza a scuola e per la formativa socializzazione dei nostri ragazzi. Il ritorno alla normalità scolastica è una delle mie più grandi priorità ma, oggi, l’analisi della diffusione epidemiologica ci impone regole stringenti“. La didattica a distanza, continua, “è una misura necessaria, inevitabile per ridurre gli assembramenti sui mezzi pubblici e limitare ulteriori contagi sia a scuola che fuori di essa. Dobbiamo – ha concluso – assolutamente piegare la curva epidemiologica nei prossimi giorni“.

Le proteste di Sala

Il sindaco di Milano, Beppe Sala, invece, continua ad opporsi alla chiusura delle scuole: “Io non ero e non sono d’accordo, ma se Fontana lo ha deciso, lo rispetto istituzionalmente anche se non sono d’accordo. Abbiamo avuto 40 minuti per leggere la bozza dell’ordinanza e la Regione due giorni, magari l’avremo letta di fretta ma tra la bozza e l’ordinanza è cambiato il testo. Io come ho sempre detto sono per una didattica alternata“, ha spiegato.