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Il Governo inizia a trattare: rinvio del reddito di cittadinanza e riduzione della platea per quota 100. Ma potrebbe non essere abbastanza

Alberto Ferrante
Dopo il vertice serale, emerge un inizio di trattativa tra il Governo italiano e Bruxelles: il rinvio del reddito di cittadinanza e la riduzione della platea per quota 100 potrebbe permettere di spostare risorse per lo 0,2% del PIL, a favore degli investimento o della riduzione del deficit. Ma lo sforzo potrebbe essere inferiore alle richieste dell’Unione Europea.

Il governo inizia a cedere alle pressioni dell’Unione Europea: il reddito di cittadinanza verrà rinviato, mentre la “quota 100” verrà ristretta, con lo scopo di abbassare il deficit ed evitare la procedura d’infrazione già comunicata dall’Unione Europea.

La nota congiunta, firmata da Giuseppe Conte, Luigi di Maio e Matteo Salvini, riporta la frase “non è una questione di decimali”. Si aggiunge, poi, che si è discusso a lungo per giungere a un accordo con Bruxelles.

Con questo ritocco, il governo potrebbe riuscire a spostare risorse pari allo 0,2% del PIL verso gli investimenti, o in alternativa per la riduzione del deficit. Nel complesso, si parla di circa quattro miliardi di euro. Il Governo ha reso noto che se questo 0,2% in meno in termini di rapporto deficit/PIL potesse effettivamente evitare la procedura di infrazione, allora sarebbe possibile trovare un punto di incontro, pur senza alterare significativamente il piano prestabilito.

Per la rimodulazione del reddito di cittadinanza e per il rinvio di quota 100 non sono però ancora disponibili ulteriori dettagli: il governo ha reso noto che si è deciso di attendere le relazioni tecniche per quantificare con maggior precisione le spese effettive.

La quota 100, sostengono fonti del M5S, si ridurrà probabilmente per effetto delle penalizzazioni, mentre il reddito di cittadinanza potrebbe arrivare a Giugno, sebbene sia stato promesso un decreto a riguardo prima di Natale.

Nonostante tali modifiche, la forma della manovra non sembra cambiare nella sostanza. E’ stato reso noto che tutti gli altri obiettivi fissati sono stati confermati, con particolare riferimento alle pensioni e alla tutela del risparmio.

In tal senso, la voce degli oppositori della manovra continua a farsi sentire. In particolare da alcuni esponenti della Lega, viene ancora avanzata la proposta di una trasformazione del reddito in un taglio del cuneo fiscale, vale a dire un dirottamento dalle tasche dei singoli cittadini alle aziende che decidano di assumere personale. Il PD resta invece scettico, sottolineando come “giocare con i decimali” continui a configurarsi come semplice propaganda, mentre imprese e famiglie italiane sono ancora a rischio.

Si attende adesso il parere di Bruxelles, nella remota speranza, per il governo, che tale riallocazione della spesa pubblica possa essere sufficiente. E’ tuttavia opinione comune che uno slittamento dei programmi del Governo non possa costituire un vero e proprio alleggerimento finanziario, rendendo vani i tenui sforzi mostrati nel corso del vertice di ieri sera.

Salvini si è invece mostrato fiducioso, dichiarando che tale apertura potrebbe costituire “un’avanzata, un’uscita dalla trincea” per l’Italia.

Il portavoce di Jean Claude Juncker ha comunque reso noto che sono in corso contatti a tutti i livelli, mentre Mario Draghi è intervenuto dichiarandosi fiducioso su un’intesa con l’Unione, sottolineando come delle misure insostenibili siano un rischio per l’intera Eurozona con la possibilità di spingere verso l’inizio di una serie di politiche di austerità “socialmente dolorose”.

Intanto, mentre si attendono i primi segnali, lo spread si è abbassato, scendendo nuovamente sui 290 punti base e raggiungendo un minimo di 279 punti. La borsa di Milano ha chiuso ieri in rialzo del 2,77%, mentre nella mattinata di oggi ha aperto a +0,07%, a 19.247 punti.

This article was originally posted on FX Empire

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