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Il grattacapo del debito contiene le ambizioni globali di Enel

Il logo di Enel nella sede di Milano

di Lisa Jucca

MILANO (Reuters Breakingviews) - La grande visione green di Francesco Starace è in fase di revisione. L'amministratore delegato di Enel, utility da 52 miliardi di euro, punta a far diventare l'azienda uno dei principali operatori mondiali nel settore delle energie rinnovabili. Ma problemi legati al debito e mercati burrascosi rischiano di farlo rallentare. Sotto pressione per l'impennata dei prezzi del gas e delle misure governative per combattere l'inflazione energetica, il debito netto di Enel è salito a 70 miliardi di euro a fine settembre. Senza un'azione mirata a ridurre il debito, questo valore risulterebbe pari a 3,7 volte l'obiettivo di 19 miliardi di euro fissato per l'Ebitda di quest'anno e superiore alla media europea di 3,2 volte. Questo è poco confortevole con i rendimenti del debito in aumento e l'azienda che risente di una riduzione del cashflow.

Enel, controllata al 24% dallo Stato italiano, ha realizzato 12,7 miliardi di euro di Ebitda nei primi nove mesi del 2022. Ma ha perso 5 miliardi di euro a causa di alcune misure governative come tetti ai prezzi e tasse sugli extra-profitti, mentre altri 3,7 miliardi di euro sono stati mangiati da un calo del 35% della produzione di energia idroelettrica a seguito di un inverno molto secco e dalla necessità di acquistare gas a prezzi maggiorati per sostituire le forniture. Alla fine, il cashflow di Enel si è assottigliato a 1,1 miliardi di euro, contro i 5,1 miliardi dell'anno precedente. Le azioni Enel sono scese del 25% quest'anno, sottoperformando le rivali Iberdrola, Edpr e Rwe. La soluzione proposta da Starace è quella di ridurre l'indebitamento netto di 21 miliardi di euro attraverso una maxi vendita di asset. La cessione delle attività non-core in Perù, che secondo Bloomberg potrebbero fruttare 5 miliardi di dollari, sarebbe un buon inizio. Secondo le stime di Jefferies, Enel potrebbe raccogliere altri 3 miliardi di euro vendendo attività in Argentina e Romania. Starace, al timone dal 2014, ha una solida esperienza nella vendita di attività a multipli elevati. Tuttavia, se il nuovo governo non dovesse riconfermarlo come amministratore delegato l'anno prossimo, la sua strategia verrebbe messa in discussione. Inoltre, il piano di dismissioninon risolverà tutte le preoccupazioni di Enel. Starace prevede almeno altri due anni di turbolenze sul mercato energetico, che potrebbero minacciare ulteriormente il flusso di cassa. Enel punta a ridurre l'impatto della volatilità dei prezzi del gas coprendo con energia verde il 90% dei contratti fissi di vendita di energia elettrica dei clienti nei suoi mercati principali, in aumento dal 70% di quest'anno. Nel frattempo, il rischio è che Starace faccia fatica a mantenere costante e consistente il flusso di dividendi, mentre competitor della transizione energetica con meno problemi avanzano.

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(Tradotto da Chiara Scarciglia, editing Claudia Cristoferi)