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Il melanoma nascosto fra i capelli: un killer invisibile

Image from askanews web site
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Roma, 2 mag. (askanews) - Una macchietta nera o blu scuro o più spesso di colore rosso o rosa. È il killer invisibile. Così viene definito dagli esperti il melanoma del cuoio capelluto. Nonostante testa e collo rappresentino solo il 9,0% della superficie corporea totale, ospitano tra il 20% e il 30% dei casi di questo tumore della pelle altamente aggressivo. Se nei calvi o in chi ha pochi capelli c'è una chance in più di individuarlo all'esordio, quando è nascosto tra i capelli la prognosi è spesso nefasta. Il tasso di sopravvivenza a 10 anni è del 60%. È quanto emerge dal Webinar promosso da IMI - Intergruppo Melanoma Italiano dal titolo 'Il melanoma nascosto tra i capelli" che lancia un appello agli operatori del benessere: fare squadra per la diagnosi precoce.

"Parrucchieri ed estetisti - sottolinea Ignazio Stanganelli, presidente IMI e direttore della Skin Cancer Unit IRCCS Istituto Romagnolo per lo Studio dei Tumori e professore associato dell'Università di Parma - possono infatti evidenziare la presenza di eventuali lesioni sospette, suggerendo all'interessato di fare una visita dermatologica".

"È per questo motivo - afferma Gianni Bassoli, presidente degli acconciatori di CNA, la Confederazione Nazionale dell'Artigianato e della Piccola e Media Impresa - che riteniamo sia importante informarli e sensibilizzarli sul tema in modo che possano avere le conoscenze di base utili ad individuare eventuali anomalie e segnalarle tempestivamente al proprio cliente. Come associazione, riteniamo di poter offrire un importante contributo sia nel coinvolgimento di quanti più operatori possibili sia nelle attività di diffusione di informazioni e conoscenze utili a vincere questa difficile ma non impossibile battaglia."

"Occorre abolire i tabù e parlare apertamente - aggiunge Giovanna Niero, presidente A.I.Ma.Me l'Associazione Italiana Malati di Melanoma e altri tumori della pelle -. No alla paura di segnalare qualche cosa che non va ed avere il coraggio di spingere il cliente a fare un controllo specialistico. Per contro anche chi riceve l'allert deve avere l'umiltà di ascoltare. Meglio fare un controllo in più che uno in meno". Per Giovanna, un melanoma del cuoio capelluto diagnosticato nel 2008, alla base della prevenzione c'è "la consapevolezza del paziente e la corretta informazione. Purtroppo - aggiunge - sono una delle tante che ha trascurato i segnali per ignoranza". Si era accorta di un 'brufoletto' tra i capelli che non guariva già nel 2006, ma complice il fatto che di melanoma 20 anni fa si parlava poco, che nascosto tra i capelli non si vedeva e che comunque non aveva fastidi, ha fatto passare due anni prima di fare una visita. Oggi, con il senno di poi, non rifarebbe lo stesso errore.

Più comune tra gli anziani che tra i giovani, questa forma colpisce sei volte più frequentemente gli uomini rispetto le donne. L'età media dei pazienti è di 65 anni quasi 10 anni in più rispetto ai pazienti con melanoma localizzato sul tronco o sugli arti. Ciò è probabilmente correlato alla maggiore incidenza di alopecia androgenetica e a un danno ultravioletto cumulativo e intermittente più elevato sul cuoio capelluto. In generale, in questi pazienti sono frequenti segni di danno solare cronico e precedenti storie di cancro della pelle. "Recenti studi - spiega Stanganelli - hanno individuato due scenari diversi per il suo lo sviluppo. I pazienti anziani con alopecia androgena e fotodanneggiamento tendono a sviluppare melanoma di tipo superficiale che, comparendo su aree visibili, vengono rilevati prima di diventare invasivi e inoltre sono di un sottotipo a crescita lenta. Il secondo scenario riguarda i melanomi che insorgono sul cuoio capelluto 'peloso' degli individui più giovani. Nonostante siano rari, data la posizione vengono o diagnosticati in ritardo o sono biologicamente più aggressivi e dunque sono più letali."

L'esame di routine della testa è raccomandato nella popolazione ad alto rischio - uomini anziani calvi - per garantire la diagnosi precoce del melanoma e dei tumori della pelle non melanoma. In questo contesto il ruolo degli operatori del benessere riveste un ruolo fondamentale. I parrucchieri, essendo frequentati con cadenza regolare, hanno la possibilità di rilevare eventuali lesioni in evoluzione del cuoio capelluto in una fase precoce, anche in pazienti più giovani con copertura dei capelli.

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