Il Natale amaro di chi perde il lavoro

Per più di 150mila italiani il nuovo anno si apre con il rischio concreto di essere licenziati

Natale da incubo per oltre 150mila italiani che saluteranno il nuovo anno con il rischio del licenziamento, della scadenza del contratto o della prospettiva della fine della cassa integrazione. Secondo una stima di Confindustria, per il 2012 si ipotizza la perdita di altri 219.000 posti di lavoro in tutto il Paese che, sommandosi a quelli persi negli scorsi anni, porteranno nel 2013 a 800.000 il numero dei nuovi disoccupati. Numeri da paura, che emergono ancora più scottanti dopo la bufera sulla proposta di legge per cambiare l’articolo 18. La congiuntura drammatica non perdona nessun settore: dalla sanità ai trasporti, dal turismo alla farmaceutica, sono diverse e molteplici le aziende che intendono silurare dipendenti.

Partiamo da un caso eclatante quanto paradossale, quello che vede coinvolta Gemeaz Cusin, ovvero la società che gestisce ristorante, buvette e tabaccheria del Senato. Dopo l’ondata di sdegno seguita alla pubblicazione dei prezzi dei ristoranti di Camera e Senato e il relativo aumento degli stessi, la società ha deciso di mettere in cassa integrazione 20 dei 68 dipendenti, con 9 lettere di licenziamento consegnate nella giornata di martedì 20 dicembre (6 camerieri, 2 cuochi e 1 addetto alla tabaccheria). I tagli ai contributi del Palazzo hanno fatto salire i prezzi del menù generando a catena la diserzione dei prestigiosi clienti. E, alla fine, pagano quelli che, per anni, hanno servito i signori della Casta.

Tragica, ma per niente commovente, anche la situazione dei trasporti, come denuncia Legambiente con il rapporto “Pendolaria 2011”, in merito alla "situazione e gli scenari del trasporto ferroviario pendolare in Italia”. Ai drastici tagli dei treni per i pendolari si associano l’aumento del costo del trasporto e il dramma della vertenza contro i licenziamenti che vedono mobilitarsi 800 addetti alla pulizia dei treni notturni. Non sono stati licenziati da Trenitalia ma dalle società satellite, all’interno però di un quadro complessivo che mette mano a un taglio netto del servizio notturno per privilegiare l’alta velocità. Un provvedimento illogico secondo i sindacati, che sfavorisce migliaia di viaggiatori. Le aziende che avevano in appalto il servizio notturno di controllo a bordo – Servirail, il ramo italiano della Newrest Wagons Lits e Wasteels - hanno detto stop. A casa gli impiegati della Wasteels ci vanno poiché Trenitalia ha deciso di delegare la gestione della tratta ferroviaria notturna Parigi-Venezia alla multinazionale francese Véolia Envoirment, società che in Italia già opera nei servizi idrici.

In piena catalessi anche la Wind, i cui dipendenti sono in agitazione per salvaguardare i loro posti a rischio (1.500 in tutta Italia), molti proprio a Roma, all’interno di una serie di operazioni che vedono Wind alle prese con la cessione di un ramo dell’azienda a competitor del calibro di Ericsson e Huawei.

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