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Il nuovo appeal delle obbligazioni cinesi

Leo Campagna
·3 minuto per la lettura
Il nuovo appeal delle obbligazioni cinesi
Il nuovo appeal delle obbligazioni cinesi

Donald Amstad (Aberdeen Standard Investments) spiega perché l’apertura dei mercati dei capitali cinesi agli investimenti esteri apre interessanti opportunità nell’ambito delle obbligazioni onshore

La Cina ha aperto con estrema gradualità i mercati dei capitali agli investimenti esteri per i timori che la finanza potesse in qualche modo influenzare gli equilibri politici interni. Negli ultimi anni, invece, Pechino ha optato per una maggiore apertura per accelerare lo sviluppo economico. Questo ha permesso a molti investitori di conoscere le cosiddette A-shares, cioè i titoli delle società quotate a Shanghai e a Shenzhen, mentre un po’ nell’ombra sono rimaste le obbligazioni onshore del Paese.

UN MERCATO OBBLIGAZIONARIO DA 12MILA MILIARDI DI DOLLARI

“Si tratta di un mercato obbligazionario che, alla fine dello scorso anno, valeva qualcosa come 12mila miliardi di dollari USA, il secondo più grande al mondo, e può rappresentare un'opportunità per alcuni investitori obbligazionari” fa sapere Donald Amstad, Head of Investment Specialist, Asia Pacific, Aberdeen Standard Investments. Per effetto delle difficoltà di accesso in precedenza a questo mercato, la presenza di investitori esteri è piuttosto limitata: rappresentano soltanto l'8% del mercato dei Chinese government bonds (CGB), contro circa il 50% dei mercati dei titoli di Stato tedeschi e australiani.

IL RENDIMENTO DEL TITOLO DECENNALE È SUPERIORE AL 3%

Uno dei principali appeal di questi titoli è il rendimento, superiore al 3% per la scadenza decennale, che risulta ben al di sopra di quelli offerti attualmente dai decennali nei mercati sviluppati. “I CGB offrono un valore relativo migliore, alla luce del fatto che il Paese è la prima delle principali economie mondiali a registrare una ripresa post pandemia. In base alla nostra ultima previsione, non solo la Cina è l'unica grande economia con una crescita del PIL nel 2020, ma dovrebbe anche registrare un’accelerazione il prossimo anno”, sottolinea l’esperto.

AUMENTO DEL PESO NEGLI INDICI OBBLIGAZIONARI GLOBALI

Esistono poi altri punti di forza che sostengono l’obbligazionario onshore cinese. In primis, a differenza delle banche centrali dei mercati sviluppati, la People's Bank of China (la banca centrale cinese) non ha esaurito le sue opzioni e dispone di spazio di manovra per intervenire qualora fossero necessari ulteriori stimoli. In secondo luogo, la liquidità di mercato non è mai venuta meno nemmeno a marzo 2020, quando persino quella dei titoli di stato (Treasury) USA, solitamente considerati l'asset class più sicura ,si è prosciugata. Inoltre, l’aumento del peso dell’obbligazionario onshore cinese negli indici a reddito fisso globali determineranno maggiori flussi di investimenti esteri nel debito pubblico cinese, dal momento che gli strumenti passivi (ETF e fondi indicizzati) dovranno adeguare le loro esposizioni per riflettere questi aggiornamenti.

IL RUOLO DI PECHINO NELL’AFFRONTARE IL CAMBIAMENTO CLIMATICO

Sul fronte geopolitico, è probabile che la rivalità strategica con gli Stati Uniti sia destinata a proseguire anche con l'amministrazione Biden, ma è sotto gli occhi di tutti il nuovo ruolo che Pechino intende recitare nell'affrontare il cambiamento climatico. Il paese si è infatti impegnato a raggiungere la neutralità delle emissioni di carbonio entro il 2060 e vanta una posizione dominante nelle catene di approvvigionamento che sostengono molte industrie verdi. “La tendenza dei mercati dei capitali cinesi è quella di attrarre con maggiore determinazione gli investitori esteri il cui sostegno alla prossima fase dello sviluppo nazionale passerà anche attraverso la crescita del mercato obbligazionario” conclude l’Head of Investment Specialist, Asia Pacific, Aberdeen Standard Investments.