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Il Nyt parla dei "giorni perduti di Bergamo che hanno creato la tragedia"

Adalgisa Marrocco
·Contributor HuffPost Italia
·2 minuto per la lettura
(Photo: Russian Defence Ministry via Getty Images)
(Photo: Russian Defence Ministry via Getty Images)

Bergamo è stato uno dei campi di battaglia in cui il virus ha ucciso di più in Occidente”: così il New York Times parla della provincia lombarda che ha pagato il costo maggiore in termini di vite umane durante la prima ondata di Covid-19. La testata americana dedica un lungo reportage ai “giorni persi” di Bergamo, definendolo “luogo segnato da sofferenze inconcepibili a cui le sirene delle ambulanze facevano da colonna sonora mentre i medici e gli infermieri dei pronto soccorso staccavano i genitori dai propri figli, i mariti dalle mogli, i nonni dalle proprie famiglie”.

L’articolo analizza errori di gestione e ritardi burocratici che, secondo il Nyt, “hanno reso il bilancio molto peggiore di quel che doveva essere”, ripercorrendo nel dettaglio, con dati e interviste, le tappe della diffusione dell’epidemia e le difficoltà di fronte a una situazione inedita in Occidente.

Il racconto parte dai primi giorni, “quando l’Italia non aveva ancora registrato un solo caso di contagio interno” e, seguendo le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Santità, i test venivano eseguiti “soltanto su chi aveva legami con la Cina”.

Poi il 20 febbraio, ricostruisce il giornale, Annalisa Malara, medico di Codogno, decide di “rompere il protocollo” e di “testare un 39enne che mostrava una polmonite che non rispondeva alle cure standard”: l’uomo sarebbe diventato il paziente 1, il primo caso accertato di Covid-19 in Italia. Da quel momento, l’ondata di contagi non si sarebbe più arrestata.

L’inchiesta della testata americana prosegue parlando di errori commessi nella gestione sanitaria e il contrasto tra governo centrale ed autorità locali, generando “dieci giorni di indecisione”, con scelte che dovevano essere prese ma non lo furono. E quando “l’Italia ha blocc...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.