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Il Pd fa i conti con la sconfitta e si prepara all’opposizione

Image from askanews web site
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Roma, 26 set. (askanews) - I dati delle proiezioni non lasciavano alcun margine di speranza, ma al Pd si è aspettato comunque la terza per far uscire qualcuno a commentare. E' toccato a Debora Serracchiani, la capogruppo alla Camera, ammettere la vittoria del centrodestra e dichiarare che da domani il Pd sarà all'opposizione. Unica consolazione, subito rivendicata, è quella di essere il primo partito che si opporrà in Parlamento al governo di centrodestra e la seconda forza politica nel Paese.

Ma quello di cui si parla già nei corridoi del Nazareno non riguarda l'atteggiamento in Parlamento, quanto il destino del segretario e del gruppo dirigente. La soglia psicologica che avrebbe permesso a Enrico Letta di tenere a freno gli attacchi interni non è stata raggiunta. Il 18,3 per cento che per ora i dati consegnano ai dem mette in discussione innanzitutto la sua leadership. E di questo si comincerà a parlare da domani, Letta ha fatto sapere che commenterà i risultati alle 11.

Qualcuno maliziosamente ha fatto notare che Andrea Orlando è l'unico ministro assente stasera al partito. Lui stesso ha fatto sapere che avrebbe seguito lo spoglio nella "sua" Liguria. Un primo segnale di distanza di quella parte del Pd che non ha condiviso le scelte del segretario sulle alleanze, l'errore di aver rotto con il Movimento cinque stelle. Vera sorpresa di queste elezioni che soprattutto al Sud ha giocato un ruolo determinante, basti citare l'annunciata vittoria di Enrico Costa a Napoli che lascerebbe fuori dal Parlamento il ministro degli Esteri Luigi Di Maio.