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Il piano per Alitalia

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Aumento dei ricavi, apertura di nuove destinazioni sul mercato internazionale e soprattutto sul lungo raggio ma anche miglioramento della qualità dei servizi di terra. Chiuso il primo tempo con l'ufficializzazione della cordata a quattro, per Fs, Delta, Mef e Atlantia comincia ora la sfida più cruciale, che è quella di predisporre un piano industriale in grado di assicurare solide basi per il nuovo decollo della compagnie. E, secondo quanto riferiscono fonti finanziarie vicine al dossier, saranno proprio queste le tre principali direttrici sulle quali dovrà articolarsi il nuovo business plan per Alitalia, al centro del confronto tra gli azionisti. Un piano che richiederà settimane e mesi di lavoro per tagliare il traguardo nella seconda metà di settembre.  Il lavoro che attende i soci della futura newco si preannuncia complesso dal momento che, secondo le stesse fonti, serve una rivisitazione profonda del piano per colmare le carenze che questo, al momento, presenta, per poter creare prospettive di sviluppo industriale della compagnia. Quello che serve è un focus più forte sul fronte dei ricavi e l'apertura di nuove rotte sul segmento internazionale ma, in primis, su quello intercontinentale, puntando sui mercati più redditizi del Nord America e quelli asiatici, a cominciare dalla Cina dove Alitalia non è presente. Ma c'è anche il fronte dei servizi di terra. La scommessa in questo caso è quella di innalzare il livello di qualità agli standard raggiunti dall'aeroporto di Fiumicino, che ha ottenuto riconoscimenti internazionali. Anche questo è un tema da affrontare, spiegano ancora le fonti interpellate, e che manca nell'attuale piano.

Aumento dei ricavi, apertura di nuove destinazioni sul mercato internazionale e soprattutto sul lungo raggio ma anche miglioramento della qualità dei servizi di terra. Chiuso il primo tempo con l'ufficializzazione della cordata a quattro, per Fs, Delta, Mef e Atlantia comincia ora la sfida più cruciale, che è quella di predisporre un piano industriale in grado di assicurare solide basi per il nuovo decollo della compagnie. E, secondo quanto riferiscono fonti finanziarie vicine al dossier, saranno proprio queste le tre principali direttrici sulle quali dovrà articolarsi il nuovo business plan per Alitalia, al centro del confronto tra gli azionisti. Un piano che richiederà settimane e mesi di lavoro per tagliare il traguardo nella seconda metà di settembre.  

Il lavoro che attende i soci della futura newco si preannuncia complesso dal momento che, secondo le stesse fonti, serve una rivisitazione profonda del piano per colmare le carenze che questo, al momento, presenta, per poter creare prospettive di sviluppo industriale della compagnia. Quello che serve è un focus più forte sul fronte dei ricavi e l'apertura di nuove rotte sul segmento internazionale ma, in primis, su quello intercontinentale, puntando sui mercati più redditizi del Nord America e quelli asiatici, a cominciare dalla Cina dove Alitalia non è presente. 

Ma c'è anche il fronte dei servizi di terra. La scommessa in questo caso è quella di innalzare il livello di qualità agli standard raggiunti dall'aeroporto di Fiumicino, che ha ottenuto riconoscimenti internazionali. Anche questo è un tema da affrontare, spiegano ancora le fonti interpellate, e che manca nell'attuale piano.