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Storia di Mustafà, dalla Siria in Italia per avere le gambe che la guerra gli ha tolto

·2 minuto per la lettura

AGI - Mustafà al-Nazzal - il bambino di cinque anni nato senza arti per colpa di un bombardamento aereo con armi chimiche in Siria - è atterrato all'aeroporto Leonardo da Vinci di Fiumicino con un volo da Istanbul. Insieme a lui è arrivato anche suo padre Munzir, la mamma Zeynep e le due sorelline. Ad attenderli, scortati dalla polizia fin dal momento dello sbarco ed accolti con il benvenuto di Adr, delegati del Sipa.

"Un sogno che si avvera". Con queste parole il fotografo Mehmet Aslan ha commentato ad Agi la notizia del viaggio del piccolo Mustafa e della sua famiglia verso l'Italia, dove il piccolo avrà le protesi che gli permetteranno di camminare.

La storia del piccolo Mustafa e della sua famiglia è finita sotto i riflettori grazie alla foto "Hardship of life", con cui Aslan ha vinto lo scorso ottobre il Siena International Photo Awards, prestigioso concorso fotografico cui partecipano artisti di 163 Paesi.

"Il premio è assolutamente in secondo piano, quello che ho sempre voluto è che le mie foto servissero a sensibilizzare sulle vittime della guerra, in particolare civili e innocenti, che spesso finiscono dimenticati, ma i cui drammi continuano anche dopo la fine dei conflitti. Ora Mustafa avrà una vita migliore e questo mi rende felice più di qualsiasi premio", ha confidato ad Agi Aslan.

La storia della famiglia di Mustafà

Il padre del bambino si chiama Munzer El Nazzal, nel 2006 si trovava nel mercato di Idllib con la moglie incinta, quando una bomba contenente gas tossici è stata sganciata da un aereo del regime di Damasco ed è esplosa poco lontano. Lui ha perso una gamba, la moglie si è salvata e anche il bambino, Mustafa, ma purtroppo è nato privo degli arti.

Dopo l'esplosione, la famiglia è giunta in Turchia in ambulanza dove ha ricevuto le cure necessarie e si è poi spostata dalla provincia dell'Hatay alla capitale Ankara. La gara di solidarietà scattata in Italia e promossa dagli organizzatori del Siena Photo-Awards si è resa necessaria perché purtroppo in Turchia non sono reperibili le necessarie protesi elettroniche.

La destinazione del viaggio della famiglia Al Nazzal è l'Arcidiocesi di Siena-Colle di Val d'Elasa Montalcino e infine il Centro Protesico di Budrio, che regalerà a Mustafa una nuova vita.

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