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Il primario di Terapia intensiva di Padova: "Anche giovani intubati. C'è un 36enne e quarantenni"

Adele Sarno
·Social media editor, L'Huffington Post
·1 minuto per la lettura
Il primario di Terapia intensiva di Padova: "Anche giovani intubati. C'è un 36enne e quarantenni"
Il primario di Terapia intensiva di Padova: "Anche giovani intubati. C'è un 36enne e quarantenni"

“In reparto ho una trentaseienne che ha solo l’ipertensione e quarantenni in buone condizioni”. Ivo Tiberio, primario di Terapia intensiva all’Ospedale di Padova, vuole sottolineare che anche i giovani si ammalano. E lo fa in una intervista alla Stampa.

Gli altri ricoverati sono «persone con un’età media di 55 anni, mentre nella prima fase era 69, con insufficienza respiratoria grave, tanto da necessitare di ventilazione non invasiva o respirazione meccanica con intubazione tracheale».

Inoltre, non è che ora ci siano molte più certezze rispetto all’inizio. «Adesso i pazienti rispondono meglio soprattutto perché sono più giovani, ma non c’è ancora una cura: Idrossiclorochina e Remdesevir vengono messi in dubbio dalle ricerche, si parla di plasma e cortisone, ma senza conferma. Quello che sicuramente funziona è la tecnologia e la competenza della terapia intensiva, dove si usano cortisone, antibiotici, anticoagulanti e soprattutto supporto delle funzioni vitali».

Sul perché l’uno per cento dei contagiati finisca in terapia intensiva, il dottor Tiberio risponde che le cause sono diverse:

“La carica virale può avere un ruolo, ma molto dipende dalla reazione del paziente e dalle sovrapposizioni di altre infezioni. Paradossalmente soffrono di più le persone fragili dalla risposta immunitaria debole e quelle che per varie ragioni hanno una reazione immunitaria esagerata”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.