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Il prof le vieta di allattare durante la lezione online (e la sua umiliazione fa il giro del mondo)

Di Monica Monnis
·3 minuto per la lettura
Photo credit: Getty Images
Photo credit: Getty Images

From ELLE

"Ragazzi, dovete capire che ora avete delle priorità e dovete mettere da parte tutte le distrazioni […] dovete dare la vostra piena attenzione alla mia lezione". Un discorso giusto e sacrosanto da parte di un professore alle prese con la didattica on line, per mettere in chiaro che lo schermo e la distanza fisica non danno il nulla osta per una partitella a scala 40. Peccato che tale professore per "distrazioni" non intendesse lo smartphone, Instagram Netflix e compagnia bella. Ma un figlio. Marcella Mares, studentessa del Fresno City College in California, ha raccontato sui suoi account social di essere stata mortificata da un suo docente, che prima le ha impedito di spegnere la telecamera per allattare durante la sua lezione su Zoom, e poi per averla umiliata davanti a tutta la classe e aver definito l’allattamento "una cosa inappropriata".

"Sono stato umiliata. Poi ho capito chi avrebbe dovuto davvero sentirsi così", scrive la giovane mamma in un lungo post affidato ai suoi profili social in cui racconta per filo e per segno l'accaduto. Tutto inizia il 23 settembre con il cambio di requisiti di presenza per la lezione on line del prof. Hua: "la videocamera e il microfono accesi" diventano conditio sine qua non per essere considerati frequentanti e acquisire i crediti del corso. Al che, la giovane neo mamma Marcella Mares scrive una mail al docente per chiedere informazioni sulla possibilità di poterli “spegnere di tanto in tanto" per poter allattare la figlia di 10 mesi. "La sua risposta è stata 'non è una cosa che dovresti fare durante le lezioni. Fallo nel tuo tempo libero", ricorda la ragazza virgolettando il messaggio ricevuto dal professore. Un'affermazione di per sé inaccettabile, ma attenzione, siamo solo all'inizio.

Perché circa mezz'ora dopo lo scambio di e-mail, all'inizio della lezione su Zoom, il prof Hua inizia a raccontare dal suo pulpito e davanti a tutti l'accaduto non tralasciando considerazioni fuori luogo e inappropriate. "Ho ricevuto questa strana e-mail da una studentessa che dichiarava di dover fare cose inappropriate durante l'orario di lezione", e da qui il discorso in incipit su priorità e distrazioni. Una questione privata spiattellata pubblicamente senza motivo, per non parlare del contenuto da condannare parola per parola. "Stiamo parlando di un bambino, non dei nostri telefoni, televisori o di qualsiasi altra COSA", continua Marcella centrando il punto del suo biasimo.

Come racconta la CNN, Marcella non si ferma alla critica su facebook, instagram e twitter: la ragazza contatta l'ufficio antidiscriminazione dell'università e pochi giorni dopo ottiene le scuse dal suo insegnante. "Mi dispiace per l'inconveniente in merito alla tua intenzione di allattare tuo figlio durante la lezione", il mea culpa del professore riportato dalla testata, "d'ora in poi, avrai il diritto di farlo in qualsiasi momento durante la lezione, il che include i lavori di gruppo, le spiegazioni e gli esami: puoi spegnere la videocamera in qualsiasi momento se necessario". Una piccola vittoria, una lezione per chi ancora non considera l'allattamento un diritto, per chi vede ancora qualcosa di "strano" nella cosa più naturale e primordiale del mondo. "Le mamme che allattano e tutte le mamme che cercano di destreggiarsi tra scuola, lavoro e figli dovrebbero essere lodate, non continuamente umiliate". Parole sante.