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Il racconto di Van der Meyde: "I rimpianti della mia vita"

Van der Meyde
Van der Meyde

L’ex calciatore olandese, Andy Van der Meyde, ha raccontato in un’intervista alcuni dei momenti più particolari della sua vita e carriera sportiva.

Van der Meyde, la biografia: il racconto della sua carriera

Andy Van der Meyde era un talentuosissimo e promettente esterno offensivo di soli 24 anni, quando dall’Ajax, si trasferì in Serie A per giocare nell’Inter. Ad agosto 2003 esordì nella vittoria interna dei nerazzurri contro il Modena e poche settimane dopo siglò una bellissima rete contro l’Arsenal in Champions League. Nei mesi successivi, però, Van der Meyde non ebbe grande successo e dopo due anni venne ceduto all’Everton. La sua stella bruciò fino a spegnersi in pochissimi anni: alle soglie dei 30 decise di ritirarsi quasi nell’indifferenza del grande pubblico.

Gli eccessi senza freni: alcol, droga e depressione

Nella sua biografia Van der Meyde ha deciso di raccontare alcuni lati oscuri del suo successo, nella biografia: “Ero fuori controllo, non riuscivo a dormire se non prendendo pillole. Era roba pesante. Le rubavo dallo studio del medico del club, l’ho fatto per più di due anni. Poi è arrivata la cocaina, insieme a Bacardi, vino e feste in quantità. Capii che dovevo andarmene da Liverpool, o sarei morto.” Due mogli, ma tantissime altre donne: Il mio motto era: sempre e ovunque, fosse un’igienista dentale, una segretaria dell’Ajax, una ragazza conosciuta a un semaforo. Come calciatore avevo tutto ciò che le donne potessero desiderare. Ero carino. Ero davvero ricco. E avevo anche un ca**o enorme.”

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