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Il rischio tassi non è una minaccia per l’azionario

Virgilio Chelli
·3 minuto per la lettura
Il rischio tassi non è una minaccia per l’azionario
Il rischio tassi non è una minaccia per l’azionario

Natixis spiega come gli investitori devono posizionarsi in attesa dell’inflazione: il reddito fisso è destinato a soffrire di più soprattutto sul fronte del debito sovrano mentre l’azionario dovrebbe continuare a fare bene

Anche se non sono da aspettarsi grandi movimenti sul fronte dell'inflazione quest'anno, il trade di reflazione è invece destinato a continuare a ricevere supporti dalla diffusione dei vaccini e dalla massiccia spesa fiscale dell'amministrazione Biden. È probabile che i rendimenti salgano ancora e che il recupero dei settori ciclici vada avanti. In questo contesto, il reddito fisso è destinato a soffrire maggiormente, soprattutto sul fronte del debito sovrano, con i rendimenti europei che potrebbero salire di di pari passo, anche se in misura minore.

CONDIZIONI ANCORA FAVOREVOLI PER GLI SPREAD

Lo sottolinea un commento di Esty Dwek, Head of Global Macro Strategy di Natixis IM Solutions, secondo cui gli spread di credito, anche se si sono già evidentemente ristretti, hanno ancora spazio per assorbire alcuni rendimenti più elevati, il che mette l’investitore in condizioni più favorevoli dinanzi al rischio di credito rispetto a quello legato ai tassi d'interesse. Secondo Dwek invece i mercati azionari dovrebbero continuare a fare bene, almeno fino a quando i rendimenti non saliranno e finchè la Fed resterà in attesa. Questo secondo Natixis IM è lo scenario più probabile, mentre con tassi più alti le valutazioni già elevate delle azioni si deteriorerebbero ulteriormente.

AUMENTO DELLA SPESA PUBBLICA USA

Secondo l’esperta di Natixis IM, che la spesa pubblica americana sia destinata ad aumentare è un dato di fatto. Con livelli di disoccupazione ancora alti e un'economia ancora debole è però poco probabile che una ripresa della spesa sia in grado di generare l'inflazione, soprattutto su livelli sostenuti. Il mercato del lavoro impiegherà anni per riprendersi, con la disoccupazione che non ci si aspetta possa tornare al livello del 4% prima del 2022 o 2023. Inoltre a causa della pandemia è aumentata la quota di disoccupazione permanente, dato che probabilmente una quota di posti di lavoro non sarà recuperata, specialmente nei settori dei servizi.

MERCATO DEL LAVORO UNA ANCORA DEBOLE

Per questo motivo, secondo Dwek, la debolezza del mercato del lavoro USA suggerisce che i prezzi non possano salire più di tanto, perché con così tanti lavoratori ai margini nel settore dei servizi il pricing power è modesto. Secondo Natixis IM è probabile che l’inflazione headline salga sopra il 2% nei prossimi mesi, poiché avendo come raffronto la primavera del 2020 si avrà un rimbalzo tecnico ma transitorio. Tuttavia, le misure principali tendono a seguire la componente dei servizi, che probabilmente salirà solo quando il mercato del lavoro si restringerà.

IMPROBABILE FORTE ACCELERAZIONE DELL’INFLAZIONE

Inoltre, sottolinea Dwek, i ritardi nelle vaccinazioni, le interruzioni logistiche alle consegne dei vaccini e le preoccupazioni per le nuove varianti suggeriscono che l'economia globale non riaprirà ovunque contemporaneamente, magari nemmeno a livello di singoli stati all’interno degli Stati Uniti. Questo secondo Dwek suggerisce che è improbabile assistere ad un’accelerazione significativa dell’inflazione. Le Treasury Inflation-Protected Securities sono viste come una misura delle aspettative di inflazione, ma oggi sembra che si stia muovendo solo il premio di liquidità più che le reali aspettative di inflazione.

LA FED HA PROMESSO TOLLERANZA

Nel complesso, Natixis IM si aspetta che l'inflazione aumenti a causa degli effetti di base e della massiccia spesa fiscale, con la domanda repressa che dovrebbe essere scatenata dalla riapertura delle economie. Ma Dwek crede che questo si tradurrà solo in un aumento temporaneo dell’inflazione. Inoltre la Fed ha già assicurato che non reagirà eccessivamente, per cui lo spazio di aumento dei tassi dovrebbero rimanere in qualche modo limitato.