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Il risotto made in Italy parte alla conquista della Cina

Gaia Terzulli
·2 minuto per la lettura
Il risotto made in Italy parte alla conquista della Cina
Il risotto made in Italy parte alla conquista della Cina

Via libera di Pechino all'import dell'eccellenza agroalimentare nostrana. Decine di milioni di persone pronte a degustarla

Un po’ come quando in Italia è arrivato Starbucks. I campanilisti della prima ora hanno avuto mal di pancia per settimane al pensiero di un caffè che, possiamo dirlo, col nostro espresso ha ben poco a che vedere. Eppure, un po’ alla volta, abbiamo iniziato ad abituarci anche quello, perfino ad affezionarci. Come speriamo accadrà ai cinesi con il nostro risotto che, dopo un lungo negoziato, sta per partire alla conquista del Paese del Dragone.

IL VIA LIBERA ALL'IMPORT

Le autorità di Pechino hanno ufficialmente acconsentito all’import delle varietà di risotto italiano, fiore all’occhiello del Made in Italy agroalimentare. Grazie all’accordo, decine di milioni di consumatori cominceranno ad apprezzare il chicco più pregiato delle nostre risaie.

UN'ECCELLENZA DEL MADE IN ITALY

È l’Italia il primo produttore del cereale nell’Unione europea, a cui assicura il 50% della fornitura. Un riso, il nostro, che si differenzia da quello coltivato nel resto del mondo grazie alle varie tipologie che i marchi Dop e Igp hanno provveduto nel tempo a valorizzare. Nel 2020 la quantità di terreno adibito alla coltivazione del riso in Italia è aumentata del 4%, raggiungendo i 228mila ettari. Un’impresa gestita da 4.000 aziende che, secondo Coldiretti, raccolgono oltre 200 varietà: dal “re” Carnaroli all’Arborio e al Vialone Nano, primo riso Igp, passando per il Roma e il Baldo. Tradotto in numeri, si tratta di un milione di tonnellate di riso lavorato.

IL 60% DEL RACCOLTO VIENE ESPORTATO

Il 60% di questo vero e proprio patrimonio è attualmente destinato all’export, soprattutto verso Germania e Inghilterra. Ora anche Pechino si aggiunge alla lista dei beneficiari, dopo aver verificato l’eccellenza nel nostro chicco. Prima di dare l’ok all’import, le agenzie fitosanitarie cinesi hanno effettuato controlli capillari sui nostri metodi di produzione, mandando diverse delegazioni nelle aziende italiane a verificare l’efficacia della filiera.

UN'OPPORTUNITA' PER IL MERCATO ITALIANO

“Si tratta di un via libera tanto atteso su un mercato di primaria importanza per l’agroalimentare italiano”, ha commentato Dino Scanavino, presidente di Cia-Agricoltori Italiani. “Per l’Italia, primo produttore europeo, si apre ora un mercato importante, con milioni di cinesi pronti ad apprezzare il nostro risotto”.