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Il sentiero dei gelsi del Real Sito di Carditello è il simbolo del riscatto della Terra dei Fuochi

·3 minuto per la lettura
Photo credit: Aldo Pavan / Getty
Photo credit: Aldo Pavan / Getty

Erano tra i luoghi prediletti della regina Maria Carolina alla fine del Settecento: oltre a fornire frescura e bellezza alla campagna di Capua, nel Casertano, quei boschetti di gelsi alimentavano i bachi delle Seterie reali di San Leuco. Oggi il Sentiero dei Gelsi, con la messa a dimora di un migliaio di piante, collega la stazione di Capua al Real Sito di Carditello, sontuosa casina di caccia dei Borboni che è la continuazione ideale di una visita alla Reggia di Caserta. Il Sentiero dei gelsi è un percorso di 9 chilometri nella piana alle porte di Caserta, in quella Campania Felix tanto apprezzata da viaggiatori e intellettuali, poi caduta in rovina per lo scempio ambientale (è tristemente nota come Terra dei Fuochi), oggi sulla via del riscatto.

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Il sabato e la domenica il Real Sito di Carditello, dopo anni di abbandono, si rianima di voci, suoni e colori. Sul galoppatoio tornano a sgambare i cavalli, nei prati si passeggia tra le fontane, l’obelisco e il tempietto circolare: c’è chi pratica yoga, pilates e danza, chi organizza attività per i bambini, chi fa il pic nic, chi esplora la campagna in bicicletta o sui pony. Le sere d’estate è la cornice ideale per concerti, festival e rassegne (tutte le attività sono su prenotazione obbligatoria entro le 24 ore precedenti al nr. 339.686 16 32).

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All’interno della palazzina fervono i lavori di restauro per riportare all’antico splendore sale e affreschi realizzati dal pittore di corte della Reggia di Caserta, quel Jacob Philipp Hackert ingaggiato dalla regina Maria Carolina (era una delle figlie di Maria Teresa d’Austria, e sorella di Maria Antonietta) che non si limitò al ruolo di consorte, ma esercitò una forte influenza sulle decisioni politiche del regno: nel contratto di matrimonio era scritto ben chiaro che alla nascita del primo figlio maschio, Maria Carolina avrebbe avuto un posto nel Consiglio di Stato. Noto è il suo ascendente sul marito Ferdinando IV, detto il re lazzarone: dietro le opere e le riforme introdotte nel regno di Napoli in quel periodo c'è il segno della volitiva Maria Carolina, donna colta e preparata, che si circondava nel suo salotto di intellettuali e studiosi. Per suo volere fu creata a pochi chilometri da Carditello la seteria di San Leucio (impresa tutt'ora attiva), che oltre ad essere una colonia industriale di tessitori, fu anche un esperimento di socialismo utopico ante-litteram, perché ai tessitori veniva garantito non solo il lavoro e un casa, ma anche istruzione e assistenza sanitaria.

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Dopo l’Unità d’Italia, il Real Sito di Carditello subì alterne vicende: occupato dalle truppe garibaldine, fu poi acquisito dalla Casa Reale dei Savoia per finire all’Opera Nazionale dei Combattenti nel 1920 e successivamente al Consorzio di Bonifica del Basso Volturo. Acquisita dallo Stato nel 2014, oggi la ex-tenuta reale è gestita dalla Fondazione Carditello creata dal Ministero dei Beni Culturali che lavora per farla tornare un luogo di delizia.

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Non lontano da Carditello, un altro luogo degradato è stato trasformato in un’oasi ri-naturalizzata. Stiamo parlando dei laghi Nabi, ricavati nelle cave di sabbia lungo il litorale Domizio, dove è stato realizzato il primo glamping di quella Campania che vuole tornare ad essere Felix.

Info: fondazionecarditello.org

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