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Il solo modo per sfuggire a quell’incubo di botte ed umiliazioni ad una donna è parso morire

Mesi di percosse e lei tenta il suicidio
Mesi di percosse e lei tenta il suicidio

Arriva dall’Emilia Romagna una brutta storia di violenza domestica, con una donna che dopo mesi di percosse del marito non regge più quell’incubo di botte ed umiliazioni e tenta il suicidio. La vicenda ha come teatro la città di Ravenna, con la vittima sottoposta per mesi avere torture. I media spiegano che la donna è stata salvata in ospedale e che il marito, un 24enne iracheno, non ha mai smesso di picchiarla, neanche quando è stato denunciato.

Mesi di percosse del marito, tenta il suicidio

E agli agenti della Squadra mobile della polizia la donna ha spiegato secondo il Resto del Carlino: “In Iraq è consuetudine la violenza dell’uomo nei confronti della donna”. In Iraq forse, ma non in Italia, dove il Gip Corrado Schiaretti su richiesta dal Pm Cristina D’Aniello ha messo in carcere l’aggressore in base alla norma sul codice rosso. Dal 2020 la donna ha patito solo botte: i due allora vivevano in Danimarca, poi c’era stato il trasferimento a Ravenna, nella zona di viale Galilei, e nella primavera-estate del 2021 la donna aveva preso tante di quelle botte da essere condotta più volte al pronto soccorso. La vittima aveva cercato di uccidersi ingoiando 48 compresse di un farmaco psicoattivo, poi era stata raggiunta dal bruto anche a casa di un’amica che l’aveva ospitata dopo l’ennesima scarica di botte culminata con un tentativo di strangolamento.

Le minacce all’amica: “Non intrometterti”

Il 24enne aveva anche ricevuto l’ammonimento del questore, ma dopo pochi giorni aveva di nuovo malmenato la moglie salvo poi dire che le ferite se le era auto inflitte. Dopo aver acquisito perciò un file audio con minacce dell’uomo ad un’amica della sua vittima la magistratura e il giudice preliminare hanno chiesto ed avallato in punto di diritto la custodia cautelare.