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Il sud dell'Europa saprà sfruttare il recovery plan?

Morningstar
·4 minuto per la lettura

Prima ci sarà la presentazione dei piani di investimento alla Commissione europea. Poi l’analisi, che potrebbe andare avanti per due mesi, da parte dei tecnici. A seguire la discussione (per la quale è previsto un mese) fra tutti i ministri economici dell’Unione europea. Insomma, i tempi non saranno brevissimi, ma con la scadenza di fine aprile che sarà il primo passo per ottenere i finanziamenti del recovery plan in avvicinamento, il mercato preferisce giocare in anticipo e iniziare a ragionare su come saranno utilizzati i soldi messi a disposizione dall’Ue per il rilancio economico della regione. La posta in gioco, del resto, è alta: 1.800 miliardi di euro che serviranno anche per limitare le differenze economiche fra i diversi stati dopo lo shock prodotto dalla pandemia di Coronavirus.

Secondo DBRS Morningstar, quando si parla di recovey plan, lo sguardo deve essere spostato sul sud della regione. In altre parole, su quei paesi che, ad esempio, hanno avuto il più basso livello di investimenti pubblici dopo la crisi finanziaria e che hanno fatto fatica a portare avanti riforme economiche in una situazione di scarsa crescita.

“Le risorse dell'Ue potrebbero essere particolarmente importanti per le economie della parte sud della regione che dovrebbero essere destinatarie di quasi tutti questi fondi”, spiega Carlo Capuano, Vice President dei Global Sovereign Ratings di DBRS Morningstar.

In totale, agli Stati membri del sud dell’area dovrebbero arrivare circa 155 miliardi.

I finanziamenti per regione

Fonte: European Commission (2018 prices), AMECO e DBRS Morningstar

Grecia e Portogallo sono i due paesi che ne beneficeranno maggiormente per una quota, rispettivamente, pari al 9% e al 6% del Pil.

I finanziamenti per paese

Fonte: European Commission (2018 prices), AMECO e DBRS Morningstar

Le decisioni dei governi su come utilizzare le risorse dell'Ue, la qualità dei nuovi progetti e la capacità di portare avanti i piani saranno fattori chiave nel determinare l'efficacia di queste risorse, nell’accelerare la ripresa e nel rafforzare le prospettive di crescita a medio termine. “Progetti nuovi e validi potrebbero anche aumentare le potenzialità sul fronte produttivo”, dice Capuano.

In questo senso gli stati del sud Europa non possono contare su un track record convincente. “I governi devono raggiungere determinati traguardi e portare avanti delle riforme per ricevere le risorse dell'Ue”, dice Capuano. “In passato però le economie del sud della regione hanno dimostrato di non saper utilizzare appieno le risorse messe a disposizione”.

L'Italia e la Spagna, ad esempio, hanno speso solo il 45% dei fondi ESIF (un programma dedicato alla creazione di lavoro e a una economia sostenibile) nel periodo 2014-2020. “Il problema è che a livello locale (cioè in ambito regionale e comunale, Ndr) può mancare l'esperienza necessaria per realizzare investimenti pubblici, soprattutto in un lasso di tempo molto breve e data la considerevole quantità di risorse previste”, dice Capuano.

In questo contesto, gli sforzi di riforma, come ad esempio la governance e la qualità delle istituzioni, diventano particolarmente importanti sia per i rendimenti che gli investimenti possono dare, sia per attrarre nuovi fondi da parte dei privati. “Un contesto normativo instabile o un debole coordinamento tra i governi nazionali e locali potrebbe influire negativamente sulla capacità di massimizzare i benefici degli investimenti”, dice Capuano.

Corrono small e mid cap

Spostando lo sguardo sui movimenti delle azioni europee si nota come gli investitori in Borsa si stiano orientando verso le aziende small e mid cap (quelle che, di solito, hanno più da guadagnare da una ripresa delle economie domestiche). Lo si vede dando un’occhiata, ad esempio, all’andamento delle diverse categorie Morningstar in cui sono suddivisi i fondi che investono nell’azionario del Vecchio continente, sia nell’intera regione che nell’Eurozona.

In testa da inizio anno (fino al 2 febbraio e in euro) ci sono i segmenti Eurozone Small Cap (+4,24%) e Mid Cap (+3%). A seguire, i comparti Europe Mid Cap e Small Cap (+2,6% circa per entrambi). Poici sono i diversi settori dedicati alle Large Cap.

Andamento categorie Morningstar Europa ed Eurozona

Dati in euro aggiornati al 2 febbraio 2021

Base: 10.000 euro

Fonte: Morningstar Direct

Dal punto di vista borsistico, le valutazioni cambiano a seconda dei paesi. Secondo il Morningstar Global Market Barometer, si va da una sopravvalutazione rispetto al rapporto price/fair value dell’11% dell’azionario Spagna al 2% della Germania passando dal 6% dell’Italia (relativamente alle stock coperte dall’analisi Morningstar. Dati in euro aggiornati all’1 febbraio 2021).

Di Marco Caprotti

Autore: Morningstar Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online