Italia markets closed
  • FTSE MIB

    24.766,09
    +280,09 (+1,14%)
     
  • Dow Jones

    34.382,13
    +360,73 (+1,06%)
     
  • Nasdaq

    13.429,98
    +304,98 (+2,32%)
     
  • Nikkei 225

    28.084,47
    +636,47 (+2,32%)
     
  • Petrolio

    65,51
    +0,14 (+0,21%)
     
  • BTC-EUR

    37.553,10
    -2.435,17 (-6,09%)
     
  • CMC Crypto 200

    1.398,33
    +39,77 (+2,93%)
     
  • Oro

    1.844,00
    +5,90 (+0,32%)
     
  • EUR/USD

    1,2155
    +0,0071 (+0,58%)
     
  • S&P 500

    4.173,85
    +61,35 (+1,49%)
     
  • HANG SENG

    28.027,57
    +308,87 (+1,11%)
     
  • Euro Stoxx 50

    4.017,44
    +64,99 (+1,64%)
     
  • EUR/GBP

    0,8606
    +0,0010 (+0,11%)
     
  • EUR/CHF

    1,0955
    +0,0016 (+0,15%)
     
  • EUR/CAD

    1,4691
    -0,0000 (-0,00%)
     

Il Toro azionario può correre ancora con il ritorno di Tech e Large Cap

Virgilio Chelli
·3 minuto per la lettura
Il Toro azionario può correre ancora con il ritorno di Tech e Large Cap
Il Toro azionario può correre ancora con il ritorno di Tech e Large Cap

GAM SGR vede l’attuale bull market sostenuto dal riposizionamento su Large Cap e Tecnologia, con il Covid-19 che non sembra più il principale rischio e la Fed che suggerisce che i tassi dovrebbero restare stabili

Il consensus resta nettamente favorevole alle azioni e il Covid non è più la prima preoccupazione degli investitori, per cui il mercato può proseguire indisturbato la sua corsa, a patto che i tassi restino stabili. Lo sostiene in un commento Paolo Mauri Brusa, gestore del team Multi Asset Italia di GAM SGR, citando uno dei sondaggi più seguiti dagli operatori finanziari, la Global Fund Manager Survey di Bank of America, che raccoglie le opinioni di oltre 200 gestori in tutto il mondo e che nell’edizione di aprile segnala che il Covid-19, dopo ben 11 mesi in vetta alla classifica dei maggiori rischi percepiti, viene ora citato solo dal 15% degli intervistati, preceduto dal “taper tantrum” della Fed, inflazione e aumento delle tasse negli Stati Uniti.

VIRUS NON PIÙ IN CIMA AI RISCHI

Il dato più significativo è il sovrappeso sull’azionario di oltre il 60% dei gestori, vicino ai massimi assoluti dal 2001. La visione generale che emerge è che, nonostante la corsa impetuosa dei listini dai minimi di marzo 2020, siamo ancora in un “bull market”, seppure in stadio avanzato, con solo il 7% che vede una “bolla speculativa”. Le continue rassicurazioni della Fed sul mantenimento delle politiche espansive e sulla temporaneità di eventuali spinte inflattive hanno frenato l’aumento dei rendimenti del Treasury, mentre Wall Street ha segnato nuovi massimi, confermando che il livello attuale dei tassi non rappresenta un problema, a patto che il trend non torni ad essere al rialzo.

CORREZIONE AL 10% DI POSSIBILITÀ

Secondo l’esperto di GAM SGR, solo se il rendimento del Treasury decennale dovesse raggiungere il 2%, le possibilità di incappare in una vera correzione, oggi considerate superiori al 10%, si farebbero decisamente più concrete. Ma per il momento non si intravvedono inversioni di tendenza. L’unico cambiamento degno di nota è il recente riposizionamento dalle small cap e dai settori value, che avevano guidato i listini da novembre, nuovamente verso Large Cap e Tecnologici. Il consensus però non è cambiato, il costo del capitale non è mai stato così basso, con lo spread Investment Grade americano ai minimi storici e la Fed che sta dicendo a chiunque voglia ascoltarla che i rialzi dei tassi non arriveranno tanto presto.

SPINTA DAL PIANO INFRASTRUTTURE DI BIDEN

Se a tutto questo si aggiunge il programma di investimenti per infrastrutture di Biden da 3.000 miliardi di dollari, osserva in conclusione Mauri Brusa, dovremmo assistere nei prossimi trimestri ad una vigorosa ripresa degli investimenti aziendali, in particolare nei settori industriali e da parte delle aziende medio piccole che hanno mantenuto, o intendono riportare, la produzione in patria. Questo, secondo l’analisi di GAM SGR, sarà di grande supporto alla crescita, non solo americana, e dovrebbe consentire un prolungamento del bull market in atto, sempre che l’inflazione non si metta di traverso.