Italia Markets closed

Il vaccino del lunedì

Pierluigi Gerbino
·4 minuto per la lettura

Abbiamo atteso per tanto tempo l’arrivo del  vaccino anti-covid che liberi le nostre vite dalle prigioni dei lockdown, che ad ogni nuovo annuncio, sapientemente dosato per trarre i massimi effetti speculativi sui mercati, i grafici dei listini subiscono una evidente scarica di adrenalina rialzista. Il lunedì sembra essere il giorno prescelto e l’orario è quello che precede di poco le ore 13 italiane (le 7 del mattino a Wall Street).

Anche ieri, come già la settimana precedente, è arrivato l’annuncio sui progressi della sperimentazione di fase 3 di un altro vaccino, da parte dell’azienda farmaceutica americana Moderna. Questo ritrovato si annuncia ancora più fantastico di quello di Pfizer, annunciato esattamente una settimana prima. La sua efficacia è addirittura del 94% e, soprattutto, pare che possa essere conservato a temperatura di normale frigorifero per 30 giorni, agevolando enormemente le possibilità di somministrazione. 

Questi annunci, che ci rivelano risultati per ora ottenuti su campioni molto ristretti e nulla ci dicono su altri due aspetti decisivi, cioè gli effetti collaterali e la durata dell’immunità che procureranno a chi se li farà iniettare, servono soprattutto a raggiungere due obiettivi. 

Il primo è tenere alto il morale della truppa, ricordando settimanalmente l’arrivo della cavalleria, in modo da indurre le popolazioni terrestri, piagate da diffusi e vessatori lockdown, a resistere in attesa dell’agognata liberazione. 

Il secondo e forse principale è quello di suggerire sempre nuovi temi speculativi a mercati che già in questo mese di novembre hanno prodotto un’accelerazione record e sentirebbero l’esigenza di scaricare gli eccessi di rialzo accumulati. Ma, come un cavallo esausto, ma continuamente sollecitato dal frustino del fantino, sono chiamati a correre ancora.

La scorsa settimana l’annuncio di Pfizer provocò su quel titolo farmaceutico americano all’apertura di Wall Street un rialzo dai 36,40$ del venerdì sera precedente ai 41,86$ dell’apertura di lunedì 9.11.

Cioè un bel +15% tondo, che il proseguimento della seduta e le tre successive si sono rimangiate quasi del tutto. Intanto il CEO di Pfizer ha potuto vendere ai succulenti prezzi del 9.11 il 60% delle azioni della società che deteneva, lucrando una cospicua plusvalenza. E l’euforia che ha contagiato i mercati di tutto il mondo ha consentito a SP500 di segnare un nuovo massimo storico e agli indici europei di registrare un rialzo mai visto nella storia quasi quarantennale dell’indice Eurostoxx50. Guarda caso.

Ieri si è tentato di riproporre il medesimo film, cambiando solo gli attori protagonisti. Moderna, quotata al Nasdaq, che già nella settimana scorsa aveva attirato l’interesse speculativo di trader e gestori e realizzato un incremento settimanale  di oltre il +23%, ieri ha aperto la seduta con un ulteriore balzo di +12% rispetto a venerdì. Fatti i conti, otteniamo un +38% di rialzo in sole 5 sedute + un’apertura. Attendiamo nei prossimi giorni di scoprire quanti titoli avranno venduto ieri i manager di Moderna e quanto il mercato si riprenderà dagli sprovveduti che ieri hanno comprato dopo la notizia. 

Gli indici ieri erano già esausti per il rally corso nelle prime due settimane di novembre, ma non hanno potuto esimersi dal recepire anche questa ulteriore scarica di adrenalina. SP500 (+1,16%) è tornato quasi ai massimi del lunedì precedente, chiudendo a quota 3.626 e strozzando la mini correzione che sembrava imporsi nella fase centrale della scorsa settimana. Eurostoxx50 (+1%) è quasi arrivato a quota 3.500 ed ha ritoccato il suo massimo post-pandemico di mercoledì scorso. Il Dax ha brillato meno (+0,47%), ma in compenso, trascinato da bancari ed energetici, l’italiano FtseMib è balzato di +1,98% e, chiudendo la seduta a 21.317 punti, ha superato alla grande i massimi di luglio scorso, ripristinando la tendenza rialzista di medio periodo abbandonata da circa 3 mesi.

Oggi stiamo a vedere se l’inerzia rialzista riuscirà a spingere ancora più su i listini e vincere il peso dell’ipercomprato, sempre più significativo. 

Una correzione diventa ogni giorno più probabile, ma, dopo il fallimento del tentativo della seconda parte della scorsa settimana, i mercati potrebbero voler salire ancora un altro po’ prima di riposarsi.

La sensazione è che i vaccini, per ora, in attesa delle autorizzazioni che daranno il via alla somministrazione di massa ai miliardi di cittadini del mondo, abbiano già provveduto ad immunizzare i mercati. E, siccome mancano all’appello ancora un bel po’ di annunci, prepariamoci per tempo all’appuntamento di lunedì prossimo.

Autore: Pierluigi Gerbino Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online