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Il vero problema degli asset manager

Gaetano Evangelista
·2 minuto per la lettura

Mentre a Wall Street va in scena la peggiore settimana pre-elettorale degli ultimi novant'anni, a Piazza Affari il Landry TRIN Reversal venerdì ha fornito un segnale d’acquisto. Visti i precedenti, la prospettiva di una reazione è concreta.

Il mese di ottobre si chiude in modo particolarmente funesto. Piazza Affari lascia sul terreno quasi il 7%, mentre Wall Street contabilizza la settimana peggiore prima di qualsiasi appuntamento elettorale degli ultimi novanta anni. I fattori di disturbo sono ben noti, ma è un rincorrersi di elementi, fra cui non si riesce più a scorgere chi guida e chi segue. Si lamenta il marcato rallentamento dell’attività economica in questo quarto trimestre: con il PIL atteso nell’Eurozona che secondo le stime di JP Morgan è scivolato da una proiezione iniziale del +7.0% annualizzato al recente zero, con la non trascurabile probabilità di un saldo negativo (-2.0%).

Ma casomai è il mercato ad aver anticipato l’economia, con l’andamento incerto registrato dall’inizio di settembre, e non l’opposto. Sotto questa prospettiva casomai dovrebbe iniziare a confortare il flesso verso l’alto fatto registrare dagli indici CESI delle sorprese economiche. Misuratori in tempo reale dello stato di salute della congiuntura, in sensibile ripresa negli ultimi giorni, e addirittura su nuovi massimi storici per le economie emergenti.

I gestori non si lamentano più di tanto, avendo una esposizione al mercato azionario contenuta, ed avendo praticato un robusto hedging di portafoglio. Il problema più urgente casomai è rappresentato dall’assenza di alternative di investimento. A settembre, come nel mese passato, oro e titoli di Stato non hanno certo brillato: il primo per la dinamica dei tassi reali, i secondi per la non ulteriore comprimibilità dei rendimenti nominali. Ed allora tutta una ricerca affannosa di strumenti alternativi di copertura: ma tranne il Forex – dollaro contro divise emergenti, yen contro biglietto verde, franco svizzero contro euro – c’è davvero ben poco.

Per fortuna la debolezza delle ultime due settimane appare destinata ora ad essere accantonata, per almeno tre motivi.

In primo luogo per il già citato confronto con il 1980, che suggerisce ora per il Dow Jones una confortante reazione. In secondo luogo, perché la prima settimana di novembre è risultata positiva in ben 23 degli ultimi 30 anni per S&P500 e Nasdaq Composite. Indi, per un certo ipervenduto, a giudicare dal fatto che, fra le 120 società del MSCI Euro, giovedì soltanto 6 si collocavano oltre la propria media mobile a 50 giorni: il dato più contenuto da marzo scorso e prima ancora dalla fine del 2018.

A Piazza Affari potremmo aggiungere un ulteriore elemento: il Landry TRIN Reversal venerdì ha fornito un segnale d’acquisto. Visti i precedenti di quest’anno anno, la prospettiva di una reazione quantomeno provvisoria è concreta.

Autore: Gaetano Evangelista Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online