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Il vestito di Arisa a Sanremo è il trionfo d'amore (nudo e carnale) della Primavera 2021

Di Redazione Digital
·3 minuto per la lettura
Photo credit: Getty Images
Photo credit: Getty Images

From ELLE

È un trionfo di carnalità il quarto e ultimo look di Arisa a Sanremo 2021. Carnale come il suo vestito moda Primavera Estate 2021 firmato ancora una volta, per l’occasione, dalla Maison Martin Margiela. Carnale come l’amore (finito) narrato dalla sua canzone, Potevi fare di più, scritta per lei dall’amico e collega Gigi D’Alessio. Carnale come la dedizione, la creatività e la voglia di uscire da una comfort zone predefinita, in ogni interpretazione che la sua stylist Rebecca Baglini ha raccontato con lei in questo processo creativo e di styling. Carnale e nudo come la capacità che ha Arisa di essere se stessa: autentica, onesta e trasparente come poche sanno essere, è (anche) questa la sua forza.

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Dopo la forza catartica del suo abito smoking rosso e la sperimentazione di ben due look black&white (prima con la camicia bianca come la sua rosa, poi con l’abito blazer nero con revers bianchi), il terzo look di Arisa a Sanremo ci trasporta con il suo vestito nude Primavera Estate 2021 in una dimensione spazio-temporale completamente differente, fatta di ispirazioni ed estetiche neoclassiche, di drappeggi e femminilità (carnale, non a caso, di nuovo) che ritorna alla sua essenza più pura: la celebrazione del corpo di ogni donna. Ma cosa significa oggi - sul palco di Sanremo, tra l’altro - ed esporsi fino a questo punto? Di certo significa smantellare stereotipi, uscire da ogni canone estetico prestabilito.

A spiegare bene tutto questo è Rebecca Baglini, la stylist di Arisa che commenta così il vestito color carne firmato Maison Martin Margiela: “Questo abito è un nudo. È privo di sovrastrutture, è libero”. È libertà dunque ciò che Arisa porta con sé sul palcoscenico del Teatro Ariston, libertà cantata, riscattata (come nel testo della sua canzone), interpretata. Al tempo stesso, la sua stylist Rebecca Baglini ci invita anche a guardare oltre, a privarci di sovrastrutture e rimuovere definitivamente il velo di Maya: “Il color carne espresso nella materia è sempre un modo per nascondere la vera nudità, per lasciare spazio a giochi visivi di nudo apparente. E, come in questo caso, il colore nudo diventa persino sinonimo di estrema audacia”. Atto finale di coraggio (cromatico) è la scelta delle scarpe che Arisa ha abbinato al suo vestito color carne, delle sensuali Roger Vivier in vernice rossa. Booom!

Ma il vestito Primavera Estate 2021 di Arisa a Sanremo è anche un’ode alla grazia, al decoro e al rigore di quelle simmetrie sempre bilanciate, sempre perfette e rigorosamente accademiche che caratterizzarono l’estetica neoclassica. Da poetessa in nero (come nel suo abito lungo Atelier Emé) a (s)oggetto di rappresentazione artistica: Arisa nel suo abito lungo (intimo e carnale) con maniche in tulle effetto vedo-non-vedo è statuaria, eppure fluida – al tempo stesso – grazie al drappeggio trasversale che conferisce dinamismo all'abito. Il tutto è enfatizzato dalla preziosità della sua collana Cartier, Just un Clou nella sua versione più audace, un chocker al collo in oro e diamanti.

Così, come in un fotogramma cristallizzato nel tempo, la forza del look di Arisa nel suo vestito moda Primavera Estate 2021 si manifesta nella celebrazione della sua reale (apparente) delicatezza, esplorata attraverso l’impalpabilità dei tessuti stessi: “Il drappeggio effetto bagnato delle sculture neoclassiche in marmo ispira la fragilità degli abiti in velo – conclude Rebecca Baglini - tecniche moderne fanno evolvere l’immagine tradizionale dell’alta moda, e tra queste spicca il filtrage: lo strato superiore dei tessuti crea così l'effetto di una stampa interattiva”. E in questo dialogo interattivo - che veicola valori, idee e concetti - Arisa emerge in tutta la sua essenza e la sua possente bellezza. E per l’ultima volta, ancora, benedica.