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Il vino in Appennino

(Adnkronos) - Un appassionato di vino che voglia soddisfare la propria passione è portato a considerare i luoghi migliori per approvvigionarsi le grandi città - di solito ricche di ristorazione di un certo livello - le enoteche fornitissime, oppure le zone di produzione, quindi le aree in Italia famose per la viticoltura.

L’Appennino Parmense e Tosco Emiliano non è né l’una né l’altra cosa, o meglio non si può certo negare che ci sia qualche bella realtà di produzione vitivinicola, ma non ha certo la densità o il lignaggio delle zone più famose. Questo concetto per dire cosa? Che gli appassionati di vino dovrebbero rivalutare queste aree per le proprie “scorribande “ enoiche.

Negli ultimi cinque anni, tra queste splendide colline, partendo dalla città di Parma, salendo fino a Calestano per poi proseguire verso Modena fino a Pavullo nel Frignano o a Zocca, sono nati ristoranti e locali di mescita di rara ricchezza per numero di etichette, per territori rappresentati e per competenza degli osti o dei ristoratori.

Luoghi bellissimi da un punto di vista paesaggistico, che negli ultimi quarant’anni hanno vissuto uno spopolamento agricolo importante a causa del miraggio industriale della ceramica nella pianura modenese. Sono sopravvissute solo medio-grandi realtà di produzione del Parmigiano Reggiano qui rappresentate dai 18 caselli di montagna del consorzio e poco altro.

Da qualche anno è in atto un’inversione di tendenza, con molti “giovani” che stanno riscoprendo la bellezza di questi luoghi, la loro salubrità, la loro ricchezza in termini di temperature miti che contrastano gli scomodi cambiamenti climatici e perché no la crescita di queste realtà enogastronomiche che, come ultimo anello della filiera alimentare di qualità, stanno diventando promotori e motori di una rinascita agricola ed enoica che porta con sé anche nuovo e giovane fermento culturale.

Partendo dalla Città di Parma citiamo due locali che stanno spingendo sul vino proveniente da diversi territori, riuscendo a creare un movimento culturale giovane legato al buon bere consapevole e alle “tapas” di qualità emiliane e non: lo storico Ombre Rosse in Borgo Giacomo Tommasini dove ci si può divertire con prezzi calmierati anche in presenza di produttori con diverse serate a tema. C’è poi il Wine bar Da Marco di Via Montanara 17, un locale più informale con una vasta gamma di bolle francesi e italiane e rossi d’Oltralpe, dove il bancone tiene letteralmente banco con una bella selezione di prodotti nazionali ed esteri da abbinare ai calici.

Se si vuole respirare l’aria dell’Appennino bisogna salire fino al borgo di Calestano e far visita all’Antico Caffè di Luca Delsante, un vero tempio del vino fatto di ricerca, una carta che racconta esperienza e cantine visitate dall’oste, tante referenze, tutte conosciute personalmente e che Luca racconta con passione perché sono scelte personali non mediate da distributori. Un locale di paese che è diventato un punto di riferimento in tutta la provincia, con una sala degustazione da otto posti nella cantina del 1400 abbellita dai mostri sacri dell’enologia italiana, ma anche da tante piccole realtà scoperte da Delsante o su consiglio di amici appassionati.

Proseguendo questa sorta di “transumanza” alla ricerca di luoghi di vino interessanti, non possiamo non salire sull’Appennino Tosco Emiliano e passare da Pavullo nel Frignano, proseguire per Lama Mocogno e poi arrampicarci a Zocca. In questi tre paesi a piedi del Monte Cimone troviamo alcune realtà che possono essere un divertente luogo d’approdo per gli appassionati di cibo e vino.

Se pensiamo ai formaggi abbinati a qualsiasi tipo di vino italiano e francese l’indirizzo è quello del Simposio dei Sensi a Pavullo, dove Stefano Pasini vi condurrà in percorsi caseari inimmaginabili e abbinerà il giusto calice con la tipica simpatia emiliana. A Lama Mocogno invece potrete incontrare il vulcanico Giovanni Botti del Lama Caffè, un ragazzo che la Francia del vino la conosce in lungo e largo da decenni e che vi stupirà con bottiglie spesso introvabili anche nelle grandi città, grazie ad alcune assegnazione esclusive che può vantare. Infine se vi è venuta fame saliamo a Zocca - paese noto per aver dato i natali a Vasco Rossi - dove troviamo Andrea Terrieri, proprietario di Osteria dal Cinon in pieno centro. Un locale che valorizza in maniera impeccabile carni e prodotti del luogo delle colline intorno, dei Marroni di Zocca alla Mora romagnola o ai Parmigiano dei casari locali. Anche qui il vino non manca e Andrea ha una smisurata passione per le bolle e il Piemonte.

L’Italia è ricca di luoghi così, dove alla bellezza della natura e del paesaggio si unisce anche un’alta qualità della vita legata anche ai piaceri della tavola, divulgata a prezzi giusti e utili alla crescita di territori che devono affidarsi alla competenza e alla passione dei più giovani per non sparire dalle carte geografiche. Che siano ristoratori, enotecari o semplici consumatori. Adnkronos - Vendemmie