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Il vino italiano, eccellenza da sostenere per Intesa Sanpaolo

Red
·2 minuto per la lettura
Image from askanews web site
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Milano, 16 dic. (askanews) - Una soluzione finanziaria per sostenere il settore vitivinicolo che, pur nella sua comprovata eccellenza, sta pagando un prezzo alto per la pandemia da Covid -19. Intesa Sanpaolo ha lanciato un progetto su scala nazionale per i produttori di vini nobili che si basa sul principio del "pegno rotativo". Ci siamo fatti spiegare di cosa si tratta da Andrea Lecce, capo della Direzione Sales & Marketing privati e aziende retail di Intesa Sanpaolo.

"Di fatto l'azienda vitivinicola - ha spiegato ad askanews - può dare il proprio prodotto, che è in fase di affinamento e che tiene nelle proprie cantine e ne ha la totale disponibilità, in cambio di un finanziamento, quindi è come se rimettesse in circolo il valore del vino che si sta affinando. E questo è un modo importantissimo per dare già valore a quella che è la produzione".

Il progetto della banca si avvale della collaborazione di Federdoc, confederazione nazionale dei consorzi volontari per la tutela delle denominazioni dei vini italiani, e di Valoritalia, società leader nelle attività di controllo sui vini DOCG, DOC e IGT e organismo di controllo sul vino biologico e sull'agricoltura biologica.

"La banca - ha aggiunto il direttore Lecce - interviene dicendo: riconosco quel valore e quindi diamo una componente di finanziamento perché quel valore entrerà nel mercato. In questo modo, anziché dover andare presso una struttura finanziaria per prendere un finanziamento senza garanzie, è come se garantissero con la loro produzione".

Il progetto è già partito e con l'inizio del nuovo anno entrerà nel vivo. L'obiettivo di Intesa Sanpaolo è di ridare slancio al settore vitivinicolo, che per la crisi Covid ha visto perdite fino al 40%. Ma il gruppo bancario crede che ci siano ampi margini di ripresa.

"Dove c'è qualità - ha concluso Andrea Lecce - c'è effettivamente la possibilità di essere più resilienti rispetto all'andamento di mercato, quindi siamo ottimisti su un settore che è veramente strategico per l'Italia".

Qualità che è testimoniata da alcuni numeri: nel 1986 si producevano in Italia 77 milioni di ettolitri di vino, per un valore pari a 1,3 miliardi di euro, mentre oggi si produce il 35% in meno, ma il valore è salito a 4,3 miliardi, ossia più del triplo.