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Ilva, Anita, compromesso anche indotto del trasporto

red-Cam

Roma, 15 nov. (askanews) - Rischiano la chiusura migliaia di aziende di trasporto del comparto siderurgico per il problema ArcelorMittal di Taranto. Durante l'incontro tra le Associazioni di categoria e la Ministra De Micheli che si è svolto ieri al MIT, ANITA ha chiesto con forza un intervento affinché le aziende di autotrasporto non vengano lasciate sole. "Ci troviamo di fronte ad una grave crisi industriale che non ha eguali nel nostro Paese, per dimensione e tempistiche. Auspichiamo che nell'odierno incontro delle parti presso il MISE, le parti possano raggiungere un'intesa che rassicuri i lavoratori e le imprese dell'indotto sul superamento della crisi in atto. In caso contrario, i danni sarebbero ingenti per l'economia nazionale, ma soprattutto per l'intero comparto siderurgico e per il sud-Italia, dove il tessuto industriale fa più fatica ad affermarsi" dichiara Baumgartner, Presidente di ANITA. Nell'incontro di ieri con la Ministra dei trasporti De Micheli, il Presidente di ANITA aveva denunciato ulteriormente che, nonostante la legge 123 del 2017 abbia inserito gli autotrasportatori tra i creditori prededucibili, le imprese aspettano ancora dall'ex-ILVA quanto loro spettante dovuto per i servizi di trasporto resi. "La situazione è diventata insostenibile per molte imprese che si sono dovute esporre anche dal punto di vista economico e finanziario per il mancato pagamento dei noli dovuti dall'ex-ILVA e che oggi vivono una situazione di profonda incertezza sul prosieguo delle proprie attività" conclude Thomas Baumgartner, richiamando l'attenzione del Governo sull'indotto del comparto siderurgico.