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Ilva, Bentivogli (Fim): governo diviso, giovedì ultima chance -2-

Cam

Roma, 12 nov. (askanews) -

"Nei negoziati chi cambia le carte in tavola le deve ripristinare se vuole riaprire il confronto. La cessione è stata fatta ad alcune condizioni asseverate dal Min. Luigi Di Maio, ora è il momento di rispettare i patti per chiedere con più forza a Mittal di rispettarli a sua volta. A volte bisogna partire dal rispettare le condizioni "necessarie ma non sufficienti" per arrivare a condividere quelle determinanti. Per noi vale l'accordo del 6 settembre 2018, che prevedeva un piano ambientale e industriale credibile e senza esuberi e per questo, unitariamente abbiamo mandato la nostra disponibilità a riaprire il confronto ma a sospendere il recesso. Se è vero che l'azienda era alla ricerca di un alibi, è vero altresì che i partiti di Governo glielo hanno servito su un piatto di argento. E' loro responsabilità, qualunque sia la decisione di Arcelor Mittal, di ripristinarlo. A giugno Mittal aveva comunicato ufficialmente che senza scudo avrebbe fatto le valigie. Auspichiamo che l'ambiente e l'occupazione e la sovranità industriale del nostro paese siano più importanti degli interessi particolari di cura del proprio collegio elettorale e delle prossime elezioni regionali".

"Se gli investitori cinesi hanno scelto ancor prima di pensare a Ilva alla fallita British Steel nonostante i gravi handicap che gli arrecherà la Brexit, significa che la nostra fama di Paese politicamente inaffidabile sta facendo il giro del mondo proprio grazie allo spot negativo che rappresenta la gestione politica della vicenda Ilva. Ci auguriamo che il Presidente del Consiglio a partire dal Cdm di Giovedì recuperi tempo e terreno perduto e ricostruisca le condizioni per riaprire i confronto".