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Ilva: in causa civile "entrano" gli atti dell'inchiesta penale

Fcz

Milano, 20 nov. (askanews) - I riscontri investigativi raccolti dai magistrati milanesi titolari dell'inchiesta penale sull'ex Ilva di Taranto entreranno nel contenzioso civile che vede ArcelorMittal opposta all'ammistrazione straordinaria dello stabilimento siderurgico tarantino. L'inchiesta penale, avviata venerdì scorso, ha portato all'apertura di due distinti fascicoli. Il primo, che ipotizza i reati di aggiotaggio informativo e distrazione di beni, è focalizzato sulla presunta "crisi pilotata" avviata dal gruppo franco indiano anche attraverso l'acquisto di materie prime a prezzi gonfiati rispetto ai normali valori di mercato e finalizzata - questo il sospetto dei pm - al "depauperamento" dello stabilimento di Taranto. Il secondo invece riguarda una presunta omessa dichiarazione dei redditi da parte di una società lusseburghese di ArcelorMittal che operava in Italia fino al 2015. Ipotesi investigative che gli inquirenti stanno cercando di verificare attraverso l'analisi di documenti, carte e del materiale informatico sequestrato dalla Guardia di Finanza nel doppio blitz effettuato ieri nelle sedi milanesi di Ilva e ArcelorMittal.

I pm Mauro Clerici e Stefano Civardi, titolari dell'inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Maurizio Romanelli, hanno anche ascoltato diverse persone informate sui fatti (le audizioni proseguiranno nella giornata di oggi) e sono al lavoro per mettere a punto l'atto con cui la Procura di Milano, di fatto, si schiera al fianco dell'amministrazione straordinaria dell'ex Ilva nel contenzioso civile contro il gruppo franco indiano. Atto che conterrà i primi esiti investigativi dell'inchiesta penale e che dovrà necessariamente essere depositato al giudice Claudio Marangoni, presidente della sezione specializzata in diritto d'impresa del Tribunale di Civile di Milano, entro il termine di lunedì 25 novembre. Vale a dire due giorni prima dell'udienza che si preannuncia cruciale per il destino dell'ex Ilva, in programma mercoledì 27 novembre.

Il giudice Marangoni dovrà decidere se dare ragione ad ArcelorMittal, che chiede di "accertare e dichiarare l'efficacia del diritto di recesso dal contratto di affitto con obbligo di acquisto dei rami di azienda". O se, al contrario, accogliere le richieste dell'amministrazione straordinaria dell'ex Ilva, che con un ricorso cautelare d'urgenza pretende il rispetto del contratto di affitto, preliminare alla vendita, argomentando che la cancellazione dello scudo penale non è una condizione giuridica sufficiente per giustificarne il recesso. Una battaglia legale che vedrà la procura di Milano schierata insieme ai commissari alla luce dell'"interesse pubblico" che caratterizza la partita sul destino del polo siderurgico pugliese.