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Ilva: Palombella, dal Governo solo parole -2-

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Roma, 28 dic. (askanews) - "Si parla della salvaguardia della produzione di acciaio, di svolta green, di reindustrializzazione e garanzia di tutti i livelli occupazionali, di creare nuovi posti di lavoro, ma al momento conosciamo solo la drammaticità della situazione che stanno vivendo i lavoratori e cittadini" sottolinea Palombella.

"Nessuno parla della sentenza del Riesame del 30 dicembre sull'afo 2 - aggiunge - ma lo spegnimento dell'impianto potrebbe portare a gravissime e irreversibili conseguenze produttive e occupazionali. Con lo spegnimento dell'afo 2, ci sarebbero anche le fermate di due cokerie , dell'acciaieria 1, di due colate continue, di un treno nastri e conseguenze sui tubifici. Si arriverebbe a una produzione, con solo due altoforni, a circa 3 milioni di tonnellate e 6 mila lavoratori in cassa integrazione".

"Noi continueremo a batterci per evitare che, oltre al disastro, ci sia la beffa - continua - Si sta giocando col fuoco. Non vogliamo essere complici di chi impunemente sta giocando sulla pelle di migliaia di lavoratori e cittadini italiani".

"Riguardo la trattativa in corso tra Governo e Mitttal e di quella che ci sarà nel prossimo mese non sappiamo nulla - prosegue - Al momento non conosciamo i dettagli del piano industriale del Govermo e dopo il pre accordo tra le due parti siamo più preoccupati di prima. Sono stati bloccati investimenti di ambientalizzazione, è stata prorogata, senza accordo sindacale, a partire dal 1 gennaio la cigo a 1400 lavoratori, che si sommano ai 1900 in cigs in Amministrazione straordinaria e il cui destino è legato alla ripartenza della produzione. Poi ci sono migliaia di lavoratori del sistema degli appalti che in questi giorni hanno ricevuto la lettera di messa in cassa integrazione e che non ricevono lo stipendio da oltre 3 mesi".

"Vogliamo essere convocati per tempo ed effettuare un confronto sulla base dell'intesa già raggiunta il 6 settembre 2018. Qualsiasi altro accordo non farebbe che nuocere alla produzione siderurgica in Italia e avvicinerebbe lo spettro della cassa integrazione per migliaia di lavoratori senza garanzie occupazionali future. È bene che sia il governo che il Presidente del Consiglio sappiano che si deve trovare una soluzione duratura che ridia dignità a migliaia di lavoratori e a un intero territorio. Un mese è troppo poco per decidere sulla produzione di acciaio in Italia, sul destino ambientale e occupazionale di migliaia di lavoratori e della comunità " conclude Palombella.