Ilva vuole cassa integrazione per 6.500 lavoratori da marzo

Taranto, 19 feb. (LaPresse) - L'Ilva ha comunicato ai sindacati che chiederà la cassa integrazione straordinaria per 6.507 lavoratori, di cui 6.417 dello stabilimento di Taranto. Altri addetti andranno in cassa negli impianti di Novi Ligure e Pratica di Mare. La cassa dovrebbe iniziare il 3 marzo e avere durata di 24 mesi. Il piano di ristrutturazione aziendale presentato oggi prevede anche la chiusura di alcune linee, in particolare l'altoforno uno che è già chiuso, e l'altoforno 5. "Non sono previsti esuberi almeno secondo quanto dichiara l'azienda e sono previsti investimenti per la bonifica - spiega Rocco Palombella, segretario generale della Uilm, a LaStampa.it - si parla in particolare di due miliardi e mezzo di euro di investimenti". Secondo il leader Uilm si tratta di "numeri drammatici". Palombella chiarisce che "adesso si aprirà la trattativa sindacale per attenuare la cifra per la rotazione, la formazione e eventuali contratti di solidarietà. Sono numeri che prevedono per due anni lacrime e sangue ma è anche vero che investimenti per la bonifica significano anche che l'Ilva non chiuderà e quindi tra due anni ci sarà nuovo lavoro". In questi due anni la produzione, che a regime ammontava dalle 30 mila tonnellate al giorno, attualmente è a 18 mila tonnellate al giorno con la chiusura altoforno 1. Con la chiusura dell'altoforno 5 passerà a diecimila tonnellate giorno.

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