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##Imballaggi, responsabilità produttore: sistema Italia al top Ue

Image from askanews web site
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Bruxelles, 1 giu. (askanews) - Il sistema utilizzato in Italia per applicare la normativa Ue sulla responsabilità estesa del produttore per la gestione degli imballaggi e dei rifiuti da imballaggi è quello più efficiente economicamente e tra i più efficaci dal punto di vista della quantità di materiale riciclato in Europa. E' quanto emerge da uno studio, presentato ieri pomeriggio a Bruxelles, che è stato condotto dall'Università Bocconi di Milano e dal "Wuppertal Institute for Climate, Environment, Energy" per conto del Conai, il Consorzio nazionale imballaggi che applica sul terreno in Italia la normativa europea pertinente (Direttiva Ue 2018/852).

Lo studio comparativo, il primo su questo tema, è stato condotto sulla base di un'indagine che ha coinvolto, con due questionari, 28 organizzazioni dei produttori dei paesi Ue sulle 44 che sono state contattate nel 2021.

Secondo le valutazioni dello studio, ci sono tre diversi modelli applicati negli Stati membri dalle organizzazioni dei produttori per la gestione dei rifiuti di imballaggio in applicazione della direttiva europea, con gradi diversi di efficacia di riciclo e di costo del sistema per ciascun modello.

Il modello italiano e francese, che vede una singola organizzazione dei produttori a livello nazionale con carattere non profit (in Italia il Conai, in Francia Citeo-Adelphe) in un ambiente non competitivo, è risultato il più efficiente dal punto di vista economico, e anche fra i più efficaci per la copertura territoriale della raccolta e quantità di materiale riciclato. Fra gli altri due modelli, funziona meglio quello delle organizzazioni dei produttori multiple, ma sempre in un ambiente non competitivo, come in Spagna e Belgio, mentre il sistema con i costi più alti è quello "multiplo", applicato in particolare in Germania, in cui agiscono diverse organizzazioni di produttori (come DerGrunePunkt) in un regime competitivo. Anche nel confronto fra i diversi paesi, l'Italia è piazzata fra i primi posti (insieme a Romania, Grecia, Cipro e Finlandia) per efficienza economica: molto meglio della Germania (che ha il sistema in assoluto più costoso), e a buona distanza da Spagna, Francia e Olanda, anche se tutti questi paesi hanno un livello leggermente più alto di efficacia di riciclo.

Il paese che ha il tasso di riciclo più alto per gli imballaggi è il Belgio, seguito da Finlandia, Cipro e Repubblica ceca, ma questi Stati membri hanno costi di sistema maggiori che in Italia. Le conclusioni che emergono dallo studio europeo sono principalemte due: la prima è che ad alte prestazioni di riciclo non sempre corrispondono costi elevati; la seconda rileva che le organizzazioni singole di produttori che operano in un regime non competitivo (come in Italia) hanno tassi di riciclo degli imballaggi più alti a costi minori.

Lo studio, infine, raccomanda di istituire un sistema di coordinamento centralizzato come soluzione per correggere i problemi riscontrati nel modello con presenza multipla di organizzazioni di produttori, in regime competitivo nello stesso segmento di mercato. L'eurodeputata del Pd Simona Bonafé, che ha ospitato ieri al Parlamento europeo l'evento di presentazione dello studio e una discussione sulle sue conclusioni in cui è intervenuto anche il commissario Ue all'Economia Paolo Gentiloni, ha sottolineato che queta iniziativa "mette in luce ancora una volta il ruolo fondamentale delle organizzazioni di responsabilità estesa del produttore per un'efficace transizione verso l´economia circolare. I dati riportati dalla ricerca condotta dall'Università Bocconi evidenziano il contributo di queste organizzazioni per raggiungere gli obiettivi di riciclo presenti nella Direttiva imballaggi". "In questo settore - ha concluso Bonafé - l'Italia è all'avanguardia, e l'esperienza del Conai rappresenta una 'best practice' nella gestione dei rifiuti da cui trarre esempio a livello europeo".

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