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IMBRUVICA® (ibrutinib) in terapia di associazione quale trattamento di prima linea di durata fissa per la leucemia linfatica cronica mostra tassi elevati di controllo della patologia

·13 minuto per la lettura

Janssen presenta all'ASCO nuovi dati che rivelano l'efficacia di ibrutinib in associazione a venetoclax (studio CAPTIVATE) in pazienti non trattati in precedenza con leucemia linfatica cronica e i risultati di follow-up fino a sette anni (studio RESONATE-2) relativi ai benefici di ibrutinib in monoterapia in termini di assenza di progressione e sopravvivenza complessiva

In data odierna le case farmaceutiche Janssen di Johnson & Johnson hanno annunciato nuovi dati raccolti dalla coorte con durata fissa della sperimentazione di fase 2 CAPTIVATE (PCYC-1142), indicanti che a due anni il 95 per cento dei pazienti trattati per un periodo prefissato con l'associazione di IMBRUVICA® (ibrutinib) e venetoclax erano in vita e liberi da progressione.1 È stata osservata remissione profonda in tutti i sottogruppi, compresi pazienti con leucemia linfatica cronica (LLC) ad alto rischio.1 Saranno presentati inoltre i dati a lungo termine dello studio RESONATE-2 (PCYC-1115/1116), che rappresentano ad oggi il più lungo follow-up di fase 3 di un inibitore della BTK (tirosina chinasi di Bruton).2 Tali dati sottolineano i benefici in termini di sopravvivenza a lungo termine e il profilo di sicurezza ormai consolidato di ibrutinib quale monoterapia per pazienti con leucemia linfatica cronica, una tipologia di linfoma non-Hodgkin, la forma di leucemia più comune negli adulti.1,2

Entrambe le sperimentazioni saranno presentate durante il convegno annuale 2021 dell'American Society of Clinical Oncology (ASCO) dal 4 all'8 giugno, e quindi al 26o congresso della European Hematology Association (EHA) dal 9 al 17 giugno.

"Ibrutinib è stato il primo inibitore di BTK autorizzato in Europa ed è stato impiegato per il trattamento di oltre 230.000 pazienti nel mondo. Oggi è anche il primo inibitore di BTK in studio quale opzione terapeutica in associazione a durata fissa", ha commentato Edmond Chan, EMEA Therapeutic Area Lead Haematology presso Janssen-Cilag Ltd. "Gli ultimi dati, che saranno presentati all'ASCO, confermano il potenziale di ibrutinib quale opzione terapeutica di base per l'intero panorama della leucemia linfatica cronica, andando ad ampliare il ventaglio di evidenze che ne dimostrano l'efficacia e sicurezza".

Primi dati della coorte a durata fissa dello studio di fase 2 CAPTIVATE (PCYC-1142) della terapia di associazione con Ibrutinib in pazienti non previamente trattati con leucemia linfatica cronica (Abstract #7501)1

Lo studio CAPTIVATE ha valutato pazienti non previamente trattati con leucemia linfatica cronica di età non superiore ai 70 anni, compresi soggetti con patologia ad alto rischio.1 Nella coorte a durata fissa (N=159; età mediana 60 anni), ai pazienti sono stati somministrati tre cicli di ibrutinib quale terapia iniziale, seguiti da 12 cicli di terapia con ibrutinib in associazione a venetoclax; il trattamento è stato quindi interrotto a prescindere dallo status MRD (malattia residua minima).1 Oltre il 90 per cento dei pazienti ha completato la terapia prevista con ibrutinib e venetoclax.

Al follow-up mediano di 27,9 mesi il tasso di risposta completa (CR) nella popolazione complessiva era del 56 per cento (n=88; intervallo di confidenza [CI] 95 per cento: 48–64) e congruo tra i diversi sottogruppi a rischio elevato.1 La risposta completa è stata mantenuta per almeno un anno dall'89 per cento dei pazienti con CR.1 Nell'11 per cento restante, un paziente aveva malattia progressiva; non è stato possibile valutare gli altri soggetti con follow-up della risposta di meno di un anno.1 Il tasso di risposta globale (ORR) era del 96 per cento.1 Il tasso stimato di sopravvivenza libera da progressione (PFS) a 24 mesi con ibrutinib e venetoclax era del 93 per cento per i pazienti senza mutazione di IGHV e del 97 per cento per i pazienti con mutazione di IGHV (senza mutazione di IGHV CI 95 per cento: 85‒97; con mutazione di IGHV CI 95 per cento: 88‒99) e la sopravvivenza globale (OS) era del 98 per cento (CI 95 per cento: 94-99) per tutti i pazienti trattati.1 La percentuale di pazienti che hanno raggiunto una malattia minima residua non rilevabile (uMRD) in qualsiasi momento nel sangue periferico e nel midollo osseo è stata del 77 e del 60 per cento rispettivamente.1

"L'uso della terapia continua con ibrutinib nella LLC è già consolidato quale standard di cura per i pazienti, anche per chi è affetto da malattia a rischio elevato", ha dichiarato il dott. Paolo Ghia*, Ph.D, medico, professore di oncologia medica presso l'Università Vita-Salute San Raffaele e ricercatore principale dello studio. "Gli ultimi dati dello studio CAPTIVATE sottolineano come ibrutinib somministrato per via orale per una durata fissa in associazione a venetoclax consente inoltre di ottenere un tasso elevato di sopravvivenza libera da progressione a due anni, rendendo possibile nel contempo la remissione senza trattamento per i pazienti".

Va sottolineato che il 94 per cento dei pazienti con rischio elevato al basale di sindrome da lisi tumorale (TLS) in base al carico tumorale è passato a un livello di rischio medio o basso dopo la terapia iniziale con ibrutinib, senza alcun evento TLS.1 Gli eventi avversi sono stati primariamente di grado 1/2.1 Gli eventi avversi di grado 3/4 più comuni sono stati la neutropenia (33 per cento), le infezioni (otto per cento), l'ipertensione (sei per cento) e il calo della conta dei neutrofili (cinque per cento).1 Le interruzioni di trattamento dovute a eventi avversi sono state infrequenti (tre per cento per ibrutinib).1

I risultati della coorte uMRD-guidata della sperimentazione CAPTIVATE sono stati presentati al convengo annuale 2020 dell'American Society of Hematology (ASH). Anche lo studio di fase 3 GLOW (NCT03462719) sta valutando la somministrazione a durata fissa di ibrutinib con venetoclax, con raffronto con clorambucile in associazione a obinutuzumab, per il trattamento di prima linea di pazienti giovani non in forma fisica o anziani con LLC, a prescindere dai criteri di forma fisica. Questi studi si inseriscono nell'ambito di un programma di sviluppo globale volto a studiare il potenziale della terapia con ibrutinib a durata fissa.

I dati a lungo termine dello studio di fase 3 RESONATE-2 dimostrano l'efficacia e la sicurezza di ibrutinib in monoterapia nei pazienti con LLC non previamente trattati (Abstract #7523)2

Lo studio RESONATE-2 ha valutato 269 pazienti con LLC non previamente trattati di età pari o superiore ai 65 anni, senza del(17p), i quali sono stati assegnati in maniera randomizzata a terapia continua con ibrutinib o clorambucile per un massimo di 12 cicli.2 Con follow-up fino a sette anni i benefici in termini di sopravvivenza libera da progressione (PFS) con ibrutinib in monoterapia sono stati duraturi (rapporto di rischio [HR] PFS 0,160 [CI 95 per cento: 0,111–0,230]).2 A 6,5 anni non è stata raggiunta la PFS mediana con ibrutinib; il 61 per cento dei pazienti trattati con ibrutinib in monoterapia era in vita e libero da progressione, rispetto al nove per cento dei pazienti trattati con clorambucile.2 Il beneficio in termini di PFS per i pazienti trattati con ibrutinib è stato osservato in tutti i sottogruppi, compresi i pazienti con caratteristiche genomiche ad alto rischio di mutazione di TP53, non mutazione di IGHV o delezione 11q (HR 0,091 [CI 95 per cento: 0,054–0,152]).2 Inoltre il 78 per cento dei pazienti nel braccio trattato con ibrutinib erano in vita a 6,5 anni. Il tasso di CR con la terapia a base di ibrutinib nel tempo è salito andando a raggiungere il 34 per cento.2 Quasi la metà dei pazienti continua a ricevere la terapia con ibrutinib, con follow-up fino a sette anni.2

Ibrutinib in monoterapia è stato ben tollerato quale trattamento a lungo termine senza nuovi segnali di sicurezza.2 Il tasso continuativo di eventi avversi di grado 3 o superiore si manteneva basso per l'ipertensione (intervallo di cinque-sei anni: n=20; intervallo di sei-sette anni: n=15) e la fibrillazione atriale (intervallo di cinque-sei anni: n=7; intervallo di sei-sette anni: n=5).2 Non si è prodotta inoltre alcuna importante emorragia di grado 3 o superiore nell'intervallo dai cinque ai sette anni.2 Sono stati osservati eventi avversi, a prescindere dal livello di gravità, che hanno portato all'interruzione della terapia nel tre per cento (n=2) dei pazienti nel periodo dal quinto al sesto anno, mentre nessun paziente ha interrotto il trattamento nel braccio ibrutinib a causa di eventi avversi tra il sesto e settimo anno.2

"I risultati positivi dello studio CAPTIVATE dimostrano il potenziale di ibrutinib e venetoclax, con meccanismi d'azione complementari, per l'ottenimento di una risposta profonda con terapia di associazione somministrata una volta al dì per un periodo prefissato in contesto ambulatoriale per pazienti giovani e in buona forma fisica", ha commentato il dott. Craig Tendler, medico, vicepresidente dello sviluppo clinico e delle questioni mediche globali, oncologia, presso Janssen Research & Development, LLC. "I risultati di RESONATE-2 confermano ulteriormente il beneficio a lungo termine della monoterapia con ibrutinib per il trattamento di prima linea della LLC, con dati di una portata e maturità in continua espansione a sostegno di questa terapia quale standard di riferimento e l'impatto che ha sulla sopravvivenza libera da progressione e in generale".

#FINE#

Informazioni su Ibrutinib

Ibrutinib è un inibitore della tirosina chinasi di Bruton (BTK) first-in-class, somministrato per via orale una volta il dì, sviluppato e commercializzato congiuntamente da Janssen Biotech, Inc. e Pharmacyclics LLC, una società AbbVie.3 Ibrutinib blocca la proteina BTK; la proteina BTK invia segnali importanti che indicano alle cellule B di maturare e produrre anticorpi. I segnali BTK sono necessari per la moltiplicazione e diffusione di cellule tumorali specifiche.4 Bloccando la BTK, ibrutinib può contribuire a rimuovere le cellule B anomale dall'ambiente propizio dei linfondi, del midollo osseo e altri organi.5

La prima autorizzazione di ibrutinib da parte della Commissione europea (CE) risale al 2014. Tra le indicazioni autorizzate finora rientrano:3

  • Leucemia linfatica cronica (LLC): in monoterapia o in associazione con rituximab o obinutuzumab per il trattamento di pazienti adulti con LLC non previamente trattata, e quale monoterapia o in associazione con bendamustina e rituximab (BR) per il trattamento di pazienti adulti con LLC che hanno ricevuto almeno un trattamento precedente.

  • Linfoma mantellare (MCL): in monoterapia per il trattamento di pazienti adulti con linfoma mantellare recidivante o refrattario.

  • Macroglobulinemia di Waldenström (MW): quale monoterapia per il trattamento di pazienti adulti che hanno ricevuto almeno una terapia precedente o quale terapia di prima linea per i pazienti non idonei a ricevere chemio-immunoterapia, e in associazione a rituximab per il trattamento di pazienti adulti.

Ibrutinib è stato autorizzato in oltre 100 paesi e finora è stato utilizzato per trattare oltre 230.000 pazienti nel mondo.6 Ibrutinib è l'unico inibitore di BTK ad aver dimostrato benefici in termini di sopravvivenza globale in tre sperimentazioni cliniche sulla LLC, con durata della risposta fino a 8 anni7,8,9 e più di sette pazienti su dieci in vita e liberi da progressione della patologia dopo sei anni e mezzo.2 Ibrutinib è l'unico inibitore della BTK con azione dimostrata di mediazione della ricostituzione immunitaria nel breve e lungo periodo.10

Ibrutinib è l'inibitore della BTK più studiato, con oltre 150 sperimentazioni cliniche in corso per lo studio di vari tumori del sangue e altre malattie gravi. Per un elenco completo degli effetti indesiderati e informazioni sulla posologia e somministrazione, controindicazioni e altre precauzioni per l'uso di ibrutinib consultare il riassunto delle caratteristiche del prodotto.

Informazioni sulla leucemia linfatica cronica

La leucemia linfatica cronica (LLC) è un cancro del sangue tipicamente a crescita lenta che interessa i globuli bianchi.11 L'incidenza complessiva di LLC in Europa è di circa 4,92 casi l'anno ogni 100.000 persone; la malattia è più comune tra gli uomini rispetto alle donne, di un fattore di 1,5.12 La LLC è prevalentemente una malattia degli anziani, con un'età mediana alla diagnosi di 72 anni.13

La malattia finisce col progredire nella maggior parte dei pazienti, ai quali rimane un numero sempre inferiore di opzioni terapeutiche ad ogni recidiva. Ai pazienti spesso vengono prescritte più linee terapeutiche a seguito di recidive o di resistenza ai trattamenti.

Informazioni sulle case farmaceutiche Janssen di Johnson & Johnson

Janssen è impegnata a creare un futuro in cui le malattie siano un ricordo del passato. Siamo le società farmaceutiche di Johnson & Johnson e lavoriamo instancabilmente per trasformare in realtà questo futuro per i pazienti di tutto il mondo, lottando contro le malattie con la scienza, migliorando l'accesso ai trattamenti con l'ingegnosità e curando la mancanza di speranza con tanta passione. Ci concentriamo sulle aree mediche in cui maggiormente possiamo fare la differenza: patologie cardiovascolari e metaboliche, immunologia, malattie infettive e vaccini, neuroscienza, oncologia e ipertensione polmonare.

Per maggiori informazioni consultare www.janssen.com/EMEA. Seguici su www.twitter.com/janssenEMEA per le ultime novità. Janssen Research & Development, LLC, Janssen Pharmaceutica NV, Janssen-Cilag Ltd. e Janssen Biotech, Inc. fanno parte delle case farmaceutiche Janssen di Johnson & Johnson.

Avvertenze sulle dichiarazioni a carattere previsionale

Il presente comunicato stampa contiene "dichiarazioni a carattere previsionale" secondo la definizione del Private Securities Litigation Reform Act del 1995 in relazione a imbruvica. Si avvertono i lettori che non devono fare affidamento su tali dichiarazioni a carattere previsionale, che si basano sulle attese attuali per eventi futuri. Laddove le ipotesi di base si rivelassero non corrette o laddove si verifichino incertezze o rischi noti o non noti, i risultati effettivi potrebbero discostarsi in misura significativa dalle attese e proiezioni di Janssen Pharmaceutica NV, qualsiasi delle case farmaceutiche Janssen e/o Johnson & Johnson. Tra i rischi e le incertezze rientrano, senza limitazione alcuna: difficoltà e incertezze intrinseche alla ricerca e allo sviluppo di prodotti, compresa l'incertezza del successo clinico e l'ottenimento delle autorizzazioni da parte delle autorità di regolamentazione; l'incertezza del successo commerciale; difficoltà e ritardi di produzione; la concorrenza, compreso il progresso tecnologico, nuovi prodotti e brevetti ottenuti dai concorrenti; contestazioni di brevetti; preoccupazioni legate all'efficacia o sicurezza dei prodotti che comportano il richiamo di prodotti o l'intervento delle autorità di regolamentazione; modifiche comportamentali e dei modelli di spesa degli acquirenti di prodotti e servizi sanitari; modifiche delle leggi e normative vigenti, comprese riforme della sanità a livello mondiale; la tendenza al contenimento dei costi dell'assistenza sanitaria. Un ulteriore elenco e descrizioni di tali rischi, incertezze e altri fattori sono disponibili nel rendiconto annuale di Johnson & Johnson's nel Form 10-K per l'esercizio fiscale conclusosi il 3 gennaio 2021, ivi comprese le sezioni intitolate "Avvertimento in merito alle dichiarazioni di carattere previsionale" e "Voce 1A. Fattori di rischio", nonché nel più recente rendiconto trimestrale depositato dall'azienda sul Form 10-Q, oltre alla documentazione depositata successivamente dalla società presso la Securities and Exchange Commission. Copie di tali documenti sono disponibili online su www.sec.gov, www.jnj.com o possono essere richieste a Johnson & Johnson. Nessuna delle case farmaceutiche Janssen né Johnson & Johnson si impegnano ad aggiornare eventuali dichiarazioni di carattere previsionale in conseguenza a nuove informazioni o sviluppi/eventi futuri.

* Il dott. Paolo Ghia ha fornito consulenza a Janssen; non ha ricevuto alcun compenso per attività mediatiche.

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Bibliografia

1 Ghia P., et al. Fixed-Duration (FD) First-Line Treatment (tx) with Ibrutinib (I) Plus Venetoclax (V) For Chronic Lymphocytic Leukemia (CLL)/Small Lymphocytic Lymphoma (SLL): Primary Analysis of the FD Cohort of the Phase 2 CAPTIVATE Study. Convegno annuale 2021 dell'American Society of Clinical Oncology. 4-8 giugno 2021.
2 Barr P., et al. Up to 7 Years of Follow-up in the RESONATE-2 Study of First-Line Ibrutinib Treatment for Patients With Chronic Lymphocytic Leukemia. Convegno annuale 2021 dell'American Society of Clinical Oncology. 4-8 giugno 2021.
3 Riassunto delle caratteristiche del prodotto di Imbruvica, gennaio 2020. Disponibile su: https://www.ema.europa.eu/documents/product-information/imbruvica-epar-product-information_en.pdf Ultima consultazione nel dicembre 2020.
4 Turetsky, A, et al. Single cell imaging of Bruton's Tyrosine Kinase using an irreversible inhibitor. Scientific Reports. volume 4, articolo numero: 4782 (2014).
5 de Rooij MF, Kuil A, Geest CR, et al. The clinically active BTK inhibitor PCI-32765 targets B-cell receptor- and chemokine-controlled adhesion and migration in chronic lymphocytic leukemia. Blood. 2012;119(11):2590-2594.
6 Dati d'archivio Janssen (EMEA-SR-2090). Numero cumulativo complessivo di pazienti trattati con ibrutinib dal lancio. Maggio 2021.
7 Shanafelt TD., et al. Ibrutinib-Rituximab or Chemoimmunotherapy for Chronic Lymphocytic Leukemia. N Engl J Med. 2019;381:432-443.
8 Burger JA., et al. Long-term efficacy and safety of first-line ibrutinib treatment for patients with CLL/SLL: 5 years of follow-up from the phase 3 RESONATE-2 study Leukemia. 2020;34:787-798.
9 Byrd JC., et al. Ibrutinib versus ofatumumab in previously treated chronic lymphoid leukemia. N Engl J Med. 2014;371(3):213-223.
10 Solman IG., et al. Ibrutinib restores immune cell numbers and function in first-line and relapsed/refractory chronic lymphocytic leukemia. Leuk Res. 2020;97:106432.
11 American Cancer Society. What is chronic lymphocytic leukemia? Disponibile su: https://www.cancer.org/cancer/chronic-lymphocytic-leukemia/about/what-is-cll.html Ultima consultazione nel dicembre 2020.
12 Sant M, Allemani C, Tereanu C, et al. Incidence of hematologic malignancies in Europe by morphologic subtype: results of the HAEMACARE project. Blood. 2010; 116:3724–34.
13 Eichhorst B, Robak T, Montserrat E, et al. Chronic lymphocytic leukaemia: ESMO Clinical Practice Guidelines for diagnosis, treatment and follow-up. Ann Oncol. 2015;26(Suppl.5): v78-v84.

CP-231814
Maggio 2021

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