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Immobiliare, Milano supera Roma tra chi compra casa per investimento

Milano è la città con più richieste per chi vuole compare una seconda casa da mettere a reddito

di Fabrizio Arnhold

Comprare una seconda casa per investimento? Milano e Roma battono tutti. Le due città, infatti, sono le aree italiane più richieste da chi vuole investire in un immobile da mettere a reddito, secondo i dati di una ricerca realizzata da Facile.it e Mutui.it.

I dati

Nel 2018 il 26% delle domande di mutuo seconda casa presentate in tutta Italia si è concentrato a Milano e Roma. Nel 2017, su un campione di oltre 26mila richieste di mutuo, ad attirare maggiormente l’attenzione degli investitori era Roma. La musica è cambiata nel 2018, con Milano che è riuscita a strappare il primato.

Milano è la più richiesta

Il capoluogo lombardo ha aumentato le richieste di mutuo per l’acquisto di seconde case di un punto percentuale dal 2017 al 2018, raggiungendo il 14 per cento. Roma, invece, è scesa dal 14,6 al 12,1 per cento. “Negli ultimi anni Milano è stata oggetto di un importante piano di riqualificazione e rigenerazione urbana che ha dato un fortissimo slancio al mercato immobiliare, anche per quanto riguarda l’acquisto di seconde case da mettere a reddito tanto che oggi i mutui seconde case rappresentano, a Milano, il 7% del totale richieste presentante alle banche meneghine”, spiega Ivano Cresto, responsabile mutui di Facile.it. “Determinante nel sorpasso della Capitale è stata la capacità da parte dell’area milanese di attirare sempre più investitori non residenti”.

Roma mantiene il primato per l’importo medio richiesto in prestito

Roma resta la più costosa

Se a Milano 1 richiesta di mutuo su 3 è stata presentata da un investitore non residente (33 per cento), Roma mantiene il primato per l’importo medio richiesto in prestito alla banca. Quest’anno, infatti, gli investitori che hanno provato ad accendere un mutuo hanno richiesto in media 148.331 euro da destinare all’acquisto di un immobile di valore pari, sempre in media, a 235.514 euro, con un piano di restituzione spalmato in 21 anni. Sotto la Madonnina l’importo richiesto in prestito è stato mediamente di 143.157 euro. La maggioranza degli investitori, infine, ha optato per un tasso fisso, sfruttando gli indici che restano ai minimi storici.

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