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Impara l’arte di chiedere (prima di tutto a te stessa) otterrai quasi tutto: al lavoro, in amore, nella vita

·4 minuto per la lettura
Photo credit: Courtesy Photo Unsplash/ @anniespratt
Photo credit: Courtesy Photo Unsplash/ @anniespratt

«Imparate a chiedere, perché chi chiede ottiene di più di chi non chiede. Più si bussa, più possibilità ci sono che le porte si aprano. Per chiedere, però, bisogna avere bene in mente che cosa si vuole, e non sempre è scontato. Quindi, per imparare a chiedere è necessario saper guardare dentro se stessi, interrogarsi, avere chiari i propri obiettivi, come i propri limiti». Grazia Geiger, psicoterapeuta, coach, autrice di Donne numero uno (Tecniche nuove), invita a fare un esercizio che può sembrare banale, ma non lo è, che è quello di chiedersi che cosa ci fa stare bene e cosa no, cosa ci fa piacere e cosa ci mette a disagio. «È un modo per conoscersi, per incoraggiarsi, per sviluppare la coscienza di sé, per riconoscere i propri bisogni. Dopo sarà più facile chiedere qualsiasi cosa per perseguire un obiettivo ed esercitare l'arte di chiedere», ci spiega.

I bambini sanno chiedere, però poi vengono inibiti

I bambini sanno chiedere, lo fanno di continuo. Poi questa abilità ad un certo punto può venir meno. Succede a chi è stato educato a non chiedere: un’educazione di questo tipo, molto rigida, inibisce questa capacità che viene confusa con la cattiva educazione, chissà poi perché. Secondo Geiger «sarebbe molto meglio se gli adulti insegnassero ai bambini a chiedere in modo garbato, al momento opportuno, alla persona adeguata, senza avanzare pretese. Con l’adolescenza poi si fanno avanti timidezza, insicurezza, paura ad esporsi. Se chiedere aiuto, consigli, spiegazioni, denaro o qualunque altra cosa, è mostrarsi vulnerabile, svelare un lato debole, esprimere un bisogno, non dimentichiamoci che chiedere è la condizione per avere attenzione. Trovo terribile l’atteggiamento degli insegnanti che a scuola prendono in giro i ragazzi e le ragazze, con il rischio di farne eterni insicuri, per la paura del ridicolo e del giudizio. Ciascuno di noi ha il sacrosanto diritto di non essere competente, quindi di fare domande».

Chiedere al partner, senza dare nulla per scontato

Nelle terapie di coppia emerge spesso che le crisi nascono perché uno dei partner si aspetta che l’altro interpreti i propri bisogni, anche se non vengono mai manifestati. «Ciò che distrugge una coppia è il fatto che i desideri rimangono insoddisfatti, anche perché non sono mai stati davvero espressi – spiega Geiger – Tante volte mi è capitato di sentir recriminare: “dovrebbe essere lei/lui a sapere quello di cui ho bisogno”. Tuttavia questa è un’autentica pretesa: se i bisogni non vengono espressi in modo chiaro, se non ci si chiede reciprocamente sostegno, aiuto, di fare certe cose o di creare circostanze di cui si sente il bisogno, poi è difficile lamentarsene». Può anche succedere che desideri espressi vengano sistematicamente ignorati e con il tempo si perda la voglia di esprimerli. Però fare domande è sempre il modo migliore per tenere aperto il dialogo, per alimentare la relazione.

Chiedere al lavoro. O almeno provarci

«A chi non chiede mai un permesso, un periodo di ferie, un aumento, difficilmente verrà dato. Non possiamo aspettare che sia il datore di lavoro a interpretare i nostri bisogni. Certo, bisogna chiedere senza abusare dei diritti e mettendo in conto che una richiesta potrebbe anche essere rifiutata. Ricevere un “no” sta nel calcolo delle probabilità, bisogna saperlo incassare senza farne un dramma… Almeno non avremo il rimpianto di non averci provato. E in ogni caso si può gentilmente chiedere anche il perché di un rifiuto», è il consiglio di Geiger.

Chiedere con stile, sempre

Per superare l’esitazione a chiedere, si può premettere e dichiarare il proprio imbarazzo, con frasi come “mi vergogno un po’ a dirtelo, ma avrei proprio bisogno di...”. Un modo gentile e tattico per fare in modo che la persona non si senta obbligata e per metterla nella condizione giusta di ascolto. Oppure ci si può mettere sulla difensiva “so che non dovrei chiedertelo, ma…”. «Sono strategie di comunicazione, perché il significato vero del chiedere è quello di instaurare una relazione con un’altra persona», sottolinea Geiger.

Chi non sa chiedere, e prende con la violenza

Sono tante le storie di adulti che diventano violenti per la paura di rimanere insoddisfatti, per l’incapacità di chiedere o di gestire un rifiuto. Non avendo il coraggio di chiedere, si prendono con la forza quello che credono gli spetti. Per questo allenarsi a chiedere equivale a costruire relazioni sane, equilibrate, basate sul rispetto.

Esercitarsi per il gusto di chiedere, anche per gioco

Geiger consiglia di allenarsi a chiedere, quasi per gioco. «Provate a chiedere lo sconto in un negozio, aprirete una forma di negoziazione che ha a che fare con il divertimento, un sottile gioco delle parti. Il peggio che può succedere sarà un rifiuto. Certo è che se non lo chiediamo difficilmente ci verrà offerto. Per esercitarsi si può chiedere un’indicazione ad un passante o chiedere di provare 20 paia di scarpe senza comprarne nessuna, o chiedere di assaggiare un formaggio al bancone di un negozio: sono tutti modi per sperimentare il gusto di chiedere».

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