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Imprese, Cgia: penultimi in Ue per investimenti esteri

Red/Rar

Milano, 30 nov. (askanews) - Penultimi in Ue per investimenti esteri e tante multinazionali in difficoltà. Lo sottolinea la Cgia di Mestre, secondo cui "le tante problematiche a cui sono sottoposti quotidianamente i nostri imprenditori - troppe tasse, burocrazia asfissiante, poca certezza del diritto, giustizia civile lenta - hanno innalzato nel tempo una ipotetica barriera d'ingresso che dirotta altrove gli interessi degli investitori esteri". Nel 2018, gli investimenti diretti esteri ammontavano al 20,5% del Pil, pari a 361,1 miliardi. Tra i paesi dell'Unione europea monitorati dall'Ocse, solo la Grecia registra un risultato peggiore del nostro.

"Premesso che, ad esempio, ArcelorMittal, Embraco, Whirlpool e molte altre multinazionali non sono certo delle onlus, ma delle realtà fortemente determinate a perseguire i propri interessi spesso in barba agli accordi preventivamente sottoscritti con le parti sociali, è altrettanto evidente che le responsabilità di un loro possibile addio vanno ricercate anche in un clima generale di avversione nei confronti delle aziende presenti nel nostro Paese", ha spiegato il coordinatore dell'Ufficio studi della Cgia, Paolo Zabeo. "In Italia, infatti, si avverte in molti strati della società e della Pubblica Amministrazione una cultura del sospetto verso gli imprenditori che condiziona negativamente la crescita e lo sviluppo".(Segue)