In treno senza biglietto: una sentenza a difesa dei consumatori

È un lunedì di Pasquetta, un uomo sale sul treno alla stazione di Bagheria (Pa) per raggiungere Brolo (Me) e si mette immediatamente alla ricerca del controllore per comunicargli di non essere riuscito ad acquistare il biglietto a causa della chiusura della biglietteria e del guasto dell’emettitrice. Vuole regolarizzare la sua posizione. Il controllore applica il regolamento somministrando al viaggiatore una multa di 50 euro e spiegandogli che avrebbe dovuto acquistare il titolo di viaggio nei punti vendita alternativi o nelle agenzie di viaggio. Il cittadino non ci sta, si rifiuta di pagare i 100 euro della multa accresciuta dall’arrivo a casa del verbale e attende l’ordinanza di ingiunzione da 241,80 euro per portarla davanti al Giudice di Pace di Sant’Angelo di Brolo Giovanni Piccolo. Grazie all’avvocato Carmen Agnello e all’appoggio di Confconsumatori la sanzione di 241,80 euro viene annullata. Il Giudice di Pace non essendo rilevabile nessun aspetto doloso nel comportamento del passeggero ne accoglie le istanze, specificando, inoltre, come sia l’Azienda a dover mettere gli utenti in condizione di reperire i titoli di viaggio con le opportune strutture (stazioni o emettitrici), senza delegare a strutture esterne poiché – come si legge nella sentenza - è inammissibile “un’asimmetria di diritti tra coloro che forniscono un servizio e chi ne usufruisce necessariamente”.

Quanti casi come questo si ripetono ogni giorno nel nostro Paese senza che i consumatori abbiano la perseveranza di opporsi a una multa ingiusta, indotta dalle lacune di chi, poi, passa all’incasso? In sostanza Trenitalia immagina un’utenza “ideale” che non prende mai il treno per emergenza, che non cambia programma e che dispone dei mezzi tecnologici per acquistare il biglietto online. Peccato che a questa utenza “ideale” troppo spesso non corrisponda un’Azienda all'altezza della situazione. Ma cosa deve fare un cittadino che voglia prendere il treno ma sia impossibilitato ad acquistare fisicamente il biglietto in stazione?

Sul sito Trenitalia è possibile acquistare i biglietti online ma non è detto che chi ha un Pc e una connessione ne disponga al momento dell’acquisto. Sulle tratte locali e regionali,  qualora la biglietteria sia chiusa e l’emettitrice sia guasta, è possibile acquistare il ticket di viaggio in bar, edicole, tabaccherie che dispongono di biglietti chilometrici oppure in agenzie di viaggio. Il problema è che nelle stazioni non vengono segnalati i luoghi nei quali è possibile reperire i ticket: “La motivazione della difesa di Trenitalia – spiega a Yahoo Finanza l’avvocato Carmen Agnello – è stata che il consumatore aveva molti modi alternativi per acquistare il biglietto ma nella sentenza il giudice ha specificato come l’Azienda non debba delegare a strutture esterne l’emissione dei titoli di viaggio”.

Ogni Regione ha una propria Carta dei Servizi che elenca una serie di stazioni definite “svantaggiate” nelle quali, non essendo possibile acquistare il biglietto, il passeggero può mettersi in regola rintracciando il controllore e comprando il ticket con un supplemento di 6 euro. Oltre al danno, la beffa: Trenitalia non solo non offre la possibilità di acquistare il biglietto ma fa anche pagare il supplemento a causa di una propria mancanza. “Anche Bagheria era nella stessa situazione – continua Agnello – ma non essendo stata inserita dalla Carta dei Servizi della Regione Sicilia nelle stazioni svantaggiate non dava la possibilità di pagare i 6 euro di supplemento”. Già, 6 euro che sono – su di un tragitto breve – una cifra talvolta superiore allo stesso biglietto. Ora la sentenza di Sant’Angelo di Brolo fa giustizia: Trenitalia non può multare chi sale in una stazione con biglietteria chiusa e senza emettitrici attive che la sede di partenza sia o non sia inserita negli elenchi delle stazioni svantaggiate.