Incentivi alle assunzioni: le tipologie di contratto

Fra le soluzioni per uscire dalla crisi gli incentivi alle assunzioni sono senza dubbio una delle opzioni più gettonate tanto dalle aziende quanto dai lavoratori. Il panorama delle agevolazioni e dei contributi concessi alle aziende per introdurre, reinserire e stabilizzare i lavoratori sul mercato è estremamente eterogeneo. Questi interventi – a carico dello Stato o delle Regioni e Province autonome – possono sostanziarsi tramite la riduzione (o l’azzeramento) degli oneri contributivi  o tramite la diretta erogazione di un contributo. Ecco quali sono gli incentivi alle assunzioni attualmente in vigore.

I contratti di apprendistato riservati agli under 30 garantiscono ai datori di lavoro benefici contributivi che vengono mantenuti per un ulteriore anno dopo la trasformazione del rapporto a tempo indeterminato. Tutte le spese per la formazione sono escluse dalla base per il calcolo dell’Irap. I contratti di inserimento lavorativo sono riservati a categorie di persone socialmente svantaggiate (soggetti di età compresa fra 18 e 29 anni, disoccupati di lunga data dai 29 ai 32 anni di età o inattivi da due anni, lavoratori con più di 50 anni, donne residenti in zone ove il tasso di occupazione femminile sia inferiore al 20%, persone affette da handicap) e prevedono una contrattualizzazione non inferiore ai 9 mesi e non superiore ai 18 (36 per i portatori di handicap) vincolata a un progetto individuale di inserimento atto a garantire l’adeguamento delle competenze professionali del lavoratore al contesto lavorativo.

I contratti di reinserimento prevedono l’assunzione a tempo indeterminato per lavoratori in disoccupazione speciale da oltre 12 mesi e usufruiscono di una riduzione contributiva del 75% la cui durata nel tempo viene calibrata in relazione all’assenza dal mercato del lavoro: per chi è disoccupato da meno di 2 anni dura 12 mesi, per chi è inattivo da più di 3 anni dura 36 mesi. Il datore di lavoro può optare per un esonero contributivo pari al 37,5% per un periodo pari al doppio di quello di effettiva disoccupazione e non superiore a dodici mesi.

I contratti di solidarietà espansivi sono accordi tra datori di lavoro e sindacati per la stipula di un contratto aziendale con orario ridotto a fronte dell’assunzione a tempo indeterminato di nuovi lavoratori. In seguito a questi accordi l’Inps eroga alle aziende alcuni benefici contributivi. Per quanto riguarda i contratti a tempo determinato in sostituzione di lavoratrici/ori assenti per maternità è prevista una riduzione del 50% della contribuzione dovuta agli enti di previdenza che si applica fino al compimento di un anno di età del figlio della lavoratrice o del lavoratore in congedo oppure per un anno dall’accoglienza del minore adottato o in affidamento.

Le Cooperative sociali iscritte al registro prefettizio nell’apposita sezione si vedono ridotte a zero le aliquote complessive per l'assicurazione IVS (Invalidità, Vecchiaia e Superstiti) dovute dalle cooperative sociali relativamente alla retribuzione corrisposta alle persone svantaggiate (invalidi fisici, psichici e sensoriali, ex degenti di ospedali psichiatrici, soggetti in trattamento psichiatrico, tossicodipendenti, alcolisti, ecc…). Le aliquote sulle retribuzioni corrisposte ai detenuti o agli internati nelle strutture penitenziarie, agli ex degenti di ospedali psichiatrici giudiziari e alle persone condannate e internate ammesse al lavoro esterno sono ridotte in una misura individuata ogni biennio attraverso un decreto concertato tra il Ministero di Grazia e Giustizia e quello dell’Economia e delle Finanze.

Per i giovani in possesso di diploma o attestato di qualifica conseguito presso un istituto professionale o di attestato di qualifica conseguito ai sensi dell'art. 14 della Legge del 21 dicembre 1978 n. 845 si applicano, per un periodo di sei mesi dall’assunzione, gli oneri contributivi previsti per gli apprendisti (10%). Altri incentivi di tipo fiscale e contributivo sono riservati alle assunzioni di detenuti, mentre per le assunzioni nel Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Molise, Sardegna e Sicilia), qualora il contratto a tempo indeterminato sia stato stipulato nei 24 mesi successivi al 14 maggio 2011,  sono previsti forti crediti d’imposta.

Gli incentivi e percettori del reddito vanno a beneficio di aziende i cui datori di lavoro, non avendo in atto sospensioni dal lavoro, assumono senza esserne tenuti, i lavoratori destinatari per gli anni 2009 e 2010 di ammortizzatori sociali in deroga. Del medesimo trattamento usufruiscono coloro che decidano di mettersi in proprio.

L'art. 4, comma 3, del Decreto Legge 20 maggio 1993 n. 148 convertito dalla Legge del 19 luglio 1993 n. 236, riconosce ai datori di lavoro che assumono a tempo pieno ed indeterminato lavoratori posti in Cigs per almeno tre mesi uno sgravio contributivo, oltre ad un ulteriore contributo mensile. Le assunzioni possono essere effettuate da tutti i datori di lavoro di qualunque settore, comprese le cooperative, che non abbiano in atto sospensioni dal lavoro per Cigs o domande intese ad ottenere le integrazioni salariali straordinarie, ovvero non abbiano proceduto a riduzione di personale nei 12 mesi precedenti, salvo che l'assunzione riguardi professionalità sostanzialmente diverse da quelle del personale licenziato o sospeso.

Per i lavoratori disabili sono previsti oltre a numerosi incentivi normativi anche contributi di tipo economico. Per ogni assunzione a tempo indeterminato il contributo copre fino al 60% del costo salariale lordo annuo, per l’assunzione di lavoratori con una percentuale di invalidità non inferiore all’80%, fino al 25% per chi ha un’invalidità compresa fra il 67 e il 79% e il rimborso forfettario parziale delle spese sostenute per l’adeguamento della postazione di lavoro dei disabili con una percentuale di invalidità superiore al 50% o per l’apprestamento di tecnologie di telelavoro o per la rimozione di barriere architettoniche. Chi assume a tempo determinato o indeterminato lavoratori iscritti nelle liste di mobilità può beneficiare di incentivi di tipo contributivo, economico e normativo a seconda della tipologia dei contratti stipulati.
 
Nell’ampia lista delle agevolazioni per chi assume è contemplata anche la ricollocazione incentivata dei dirigenti che prevede – per le imprese che occupano meno di 250 dipendenti - un contributo pari al 50% della contribuzione complessiva dovuta agli istituti di previdenza in caso di assunzione di lavoratori con la qualifica di dirigenti privi di occupazione.

Per accedere ai benefici normativi e contributivi, le aziende devono essere in possesso del Durc, il documento unico di regolarità contributiva (Legge 27 dicembre 2006 n. 296 articolo 1, comma 1175), e devono essere in regola con gli obblighi previsti dalla legge e dagli accordi e contratti collettivi nazionali, regionali, territoriali o aziendali stipulati fra le organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori.

Le Amministrazioni statali competenti all'erogazione degli incentivi sono le seguenti: Ministero dello Sviluppo economico, Dipartimento per l’impresa e l’internazionalizzazione; Invitalia; Ministero dell’Università e della Ricerca; Agenzia delle Entrate; Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali; Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali; Simest; Istituto per il Commercio Estero; Finest.