Incentivi alle famiglie 2013: quali sono e cosa cambia

Aiuti concreti per mutui, figli, spese: nella difficile congiuntura attuale una risorsa per i nuclei familiari italiani

La congiuntura economica è amarissima per troppe famiglie e gli incentivi ai nuclei non mutano il quadro complessivo ma restano pur sempre un’ancora di salvezza a cui aggrapparsi. Come riporta Aduc, Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori, in una scheda pratica, in larga parte saranno usufruibili per le famiglie le stesse incentivazioni statali previste nel 2012.

All’attuale carta acquisti riservata alle famiglie indigenti, si affiancherà, entro l’estate, per un anno, la nuova "carta acquisti sperimentale", presente in 12 Comuni Italiani. Consente l'acquisto di merci e servizi in strutture convenzionate, e sarà finanziata dallo Stato con importi mensili più alti di quella "ordinaria" (da 231 a 404 euro mensili a seconda del numero dei componenti familiari).

Nel settore mutui, prorogato fino al 31 marzo il Piano Famiglie dell'ABI, per chiedere la sospensione, per 12 mesi, del pagamento delle rate nei casi in cui vi sia difficoltà ad onorarlo con puntualità. Il piano nasce dall’accordo tra l’associazione bancaria italiana e associazioni dei consumatori, e include, nei requisiti per chiedere la sospensione del mutuo, eventi accaduti entro il 28 febbraio 2013, per mutui casa che non sono stati precedentemente sospesi.

Ma quali sono i requisiti per chiedere la sospensione di un mutuo? La casistica include la cessazione del rapporto di lavoro subordinato, ad eccezione delle ipotesi di risoluzione consensuale, di risoluzione per limiti di età con diritto a pensione di vecchiaia/anzianità, di licenziamento per giusta causa o giustificato motivo soggettivo, di dimissioni del lavoratore non per giusta causa.

Segue poi la cessazione di quei rapporti di lavoro, come rapporti di agenzia, di rappresentanza commerciale ed altri rapporti di collaborazione fondati su una prestazione di opera continuativa e coordinata, a carattere prevalentemente personale, ma non subordinata Fanno eccezione, in tal caso, le cessazioni in cui vi sia ipotesi di risoluzione consensuale, di recesso datoriale per giusta causa, di recesso del lavoratore non per giusta causa.


Valida, ai fini della domanda, la sospensione dal lavoro o riduzione dell’orario di lavoro per un periodo di almeno 30 giorni, in attesa dell’emanazione dei provvedimenti che autorizzano il trattamento di sostegno del reddito. Infine, i casi peggiori, morte e insorgere di condizioni di mancata autosufficienza: prospettive terribile, che purtroppo sorprendono quotidianamente tantissimi nuclei familiari del nostro Paese.

Anche il fondo di solidarietà del ministero dell'Economia è stato rifinanziato nel 2013: vincola le banche a sospendere le rate dei mutui fino a 18 mesi a chi si trova in situazione di temporanea difficoltà. Sempre usufruibile, nel settore del credito, il fondo acquisto prima casa per le giovani coppie. Un fondo che forse non funziona perfettamente se, sia le rilevazioni periodiche che per le segnalazioni giunti dai diretti interessati, lo bocciano come “sottoutilizzato rispetto alle risorse disponibili”.


La semplificazione dell’attuale regolamento, in vigore dal 2010, mira a invertire la tendenza del sottoutilizzo, modificando il differenziale massimo sui mutui ammissibili alla garanzia del Fondo, pur restando fermo a 200 mila euro il tetto del finanziamento ammesso a garanzia.

La semplificazione passerebbe anche dall’abbattimento del vincolo al possesso almeno per il 50% di un reddito da lavoro indipendente a tempo indeterminato, dall’innalzamento del limite dei metri quadri,  dalla cancellazione del divieto di cartolarizzazione da parte degli istituti di credito dei mutui garantiti dal fondo, dall’impossibilità per banche e soggetti finanziatori di chiedere ulteriori garanzie non assicurative alle coppie che vogliono accollarsi il mutuo.

Prorogato fino al 2014, invece, il fondo credito "nuovi nati", una misura nata nel 2009 e che la Legge di Stabilità 2012 ha prorogato fino al 2014.  Questa forma di sostegno vale per tutti coloro che si trovano a poter godere della stessa, senza preclusioni di reddito e di altre motivazioni. Uno strumento che consente sia ai genitori naturali, che a quelli adottivi, di richiedere un prestito a tasso agevolato, fino a 5000 euro, alle banche che aderiscono all’iniziativa del Governo.

E date le attuali, fortissime, difficoltà per tante coppie, gli aiuti non bastano mai: la domanda di prestito  può essere presentata alle banche entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello di nascita o di adozione del figlio per cui si richiede il prestito, quindi, in questo caso, fino a giugno 2015.

Invariati anche i bonus per le famiglie in difficoltà concessi sulle bollette -elettrica, del gas e dell'acqua-, quest'ultimo, scrive Aduc, da verificare presso il gestore locale. All’appello manca, già da fine 2012, la proroga dei buoni vacanze, per le famiglie a basso reddito, da sfruttare in strutture turistiche convenzionate.