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Industria calzaturiera: nel I sem produzione a picco, -34,9%

Mlp
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Roma, 16 set. (askanews) - Primo semestre difficile per il comparto calzaturiero italiano, fortemente provato dalla crisi pandemica: -34,9% il calo dell'indice Istat della produzione industriale e -36,3% il fatturato delle aziende secondo l'indagine condotta tra gli Associati. Lo stato del settore emerge dalla nota congiunturale elaborata dal Centro Studi Confindustria Moda per Assocalzaturifici e presentata in occasione del Micam, il Salone Internazionale della Calzatura. "L'emergenza sanitaria ha avuto pesanti ripercussioni sull'andamento del nostro comparto produttivo - spiega Siro Badon, Presidente di Assocalzaturifici-. Oltre alla contrazione nei valori produttivi e del fatturato, dobbiamo registrare una decisa flessione sul fronte dei consumi interni e dell'export. La spesa delle famiglie è scesa del -30%, nonostante l'impennata degli acquisti online (+42%) dovuta alla chiusura dei negozi durante il lockdown. Anche l'export non sorride: -22% in quantità i mercati dell'Unione Europea, dove sono dirette 2 calzature su 3 vendute all'estero, e -33,4% quelli extra-UE, con un saldo commerciale, seppur in attivo per 1,6 miliardi di euro, fortemente ridimensionato (-34%). La ripartenza, dopo l'allentamento delle misure restrittive, procede a fatica: gli acquisti degli Italiani restano in frenata (-29% in quantità a maggio e -7% a giugno) e l'export, dopo il crollo del bimestre marzo-aprile (-50%), ha fatto segnare un -27% in volume nei due mesi successivi. Una congiuntura negativa anche sotto il punto di vista dell'impatto lavorativo con un decremento sia delle aziende (-77 da gennaio) che del numero di addetti (-520). Dati che suonano come un serio campanello d'allarme riguardo la tenuta occupazionale dei prossimi mesi. "Il nostro sistema produttivo, composto perlopiù da realtà imprenditoriali di dimensione media e medio-piccola, è stato sottoposto ad una dura prova, avendo dovuto fare i conti con la carenza di liquidità indotta dalla cancellazione di ordinativi, dalle richieste di reso e dagli insoluti. Auspico quindi che questa edizione di Micam, tra le prime grandi manifestazioni in presenza dopo il lockdown, possa rappresentare davvero una boccata d'ossigeno per le nostre aziende. L'incontro in fiera rimane la più importante opportunità di sviluppo nel mercato e la via privilegiata per procedere alle contrattazioni di ordini". (Segue)