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Industria, Csc: torna a diminuire produzione, a novembre -0,3% -2-

Red/Rar

Milano, 30 nov. (askanews) - La bassa dinamica dell'attività nei mesi autunnali, secondo gli imprenditori, è spiegata dal rallentamento di entrambe le componenti della domanda. Quella estera, che già nei mesi scorsi aveva mostrato una crescente debolezza, è giudicata in ulteriore frenata, soprattutto nel comparto automotive. Sul fronte della domanda interna, invece, i consumi delle famiglie, dopo essere cresciuti dello 0,4% nel terzo trimestre, sono visti in più lenta espansione in ottobre e novembre, mentre è proseguito il calo degli investimenti, che erano già diminuiti nei mesi estivi (-0,2%). Nel complesso, spiega il Centro Studi Confindustria,, si conferma anche nel quarto trimestre il persistere di una fase di sostanziale stagnazione dell'attività economica, che potrebbe prolungarsi anche nel primo trimestre 2020. I rischi sono al ribasso, come evidenziano le indagini qualitative.

Tra le famiglie la fiducia è diminuita in novembre, per il secondo mese consecutivo, con l'indice sceso ai minimi da agosto 2017; il calo è stato guidato principalmente da valutazioni più negative sulla situazione economica del Paese, sulla disoccupazione e sui bilanci familiari. Nel manifatturiero il calo della fiducia, iniziato a fine 2017, è proseguito quasi ininterrottamente e in novembre ha toccato i minimi da cinque anni; sono peggiorati giudizi e attese di produzione mentre tra gli ordini la componente estera è risultata la più debole. Indicazioni analoghe vengono dal Pmi manifatturiero (IHS-Markit), sceso a novembre a 47,7, sotto la soglia critica di 50 (che separa espansione da contrazione) e ai minimi da marzo scorso. Tenuto conto dell'acquisito nel quarto trimestre, il 2019 è destinato a chiudersi con un calo dell'attività intorno al -1,0% rispetto al 2018. Si tratta del primo arretramento della produzione industriale dal 2014.