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Industria eurozona 2020 -8,7%, ma nel 2009 andò peggio (-14,8%)

Red
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Image from askanews web site
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Roma, 15 feb. (askanews) - A dispetto del crollo dell'8,7%, l'industria dell'area euro è riuscita a chiudere il 2020 con una caduta della produzione meno grave di quella del 2009, l'anno di recessione globale che seguì la crisi finanziaria del 2007-2008. Lo precisano da Eurostat, spiegando che nel 2009, appunto, la produzione dell'industria nell'area valutaria accusò una contrazione quasi doppia a quella dello scorso anno, pari al meno 14,8%.

Le serie storiche dell'istituto di statistica europeo sulla produzione industriale iniziano nel 1991. Oggi Eurostat ha completato il quadro del 2020 con i dati relativi a dicembre, che ha visto la produzione tornare a calare dell'1,6% dal mese precedente.

Il bilancio dell'intero anno è gravissimo, ma conferma come industria e manifatturiero siano riusciti a "cavarsela meglio" nella crisi pandemia rispetto a altri settori dell'economia e in particolare al terziario e ai servizi ricettivi, come turismo o ristorazione.

Dopo i primi lockdown, infatti, in cui vennero imposte restrizioni alla produzione anche in tutti i settori industriali, tranne quelli ritenuti "vitali", nelle successive misure anti contagi da Covid sono state adottate limitazioni più mirate che hanno consentito di far proseguire la produzione dell'industria. E di far ripartire le catene di forniture.

Sempre guardando al 2020, da Eurostat precisano che il mese più grave è stato aprile, con un crollo di produzione del 18,3% nell'area euro rispetto al mese precedente. (di Roberto Vozzi).