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Industria, Mameli (Intesa Sp): non sembra ancora vicina una... -2-

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Milano, 10 feb. (askanews) - "Anche il dettaglio non è confortante", ha sottolineato Mameli. "Tutti i raggruppamenti principali di industrie hanno registrato una flessione congiunturale circa in linea con la media (si va dal -2,3% m/m dei beni strumentali al -2,9% m/m dei beni di consumo durevoli), e risultano in calo su base annua (particolarmente colpiti soni i beni intermedi: -6,6% a/a). Tutti i settori di attività hanno fatto segnare una contrazione sul mese (spicca il -6,2% m/m di gomma e materie plastiche), e solo tre comparti (su un totale di 15) risultano in progresso tendenziale: computer ed elettronica (+5,3%), alimentari (+2,9%) e farmaceutici (+1,1%)".

"C'è da ricordare, ha spiegato Mameli, che, nello stesso mese, una flessione all'incirca della stessa entità è stata registrata sia in Germania (-2,5% m/m) che in Francia (-2,8% m/m). Ciò suggerisce che possano aver inciso fattori di calendario, in particolare l'effetto ponte connesso con il posizionamento del giorno 27 (un venerdì). In tal senso, ci aspettiamo un rimbalzo congiunturale nel mese di gennaio".

In ogni caso, ha concluso Mameli, "gli indicatori anticipatori ancora non segnalano una tendenza espansiva per l'industria: a gennaio, l'indagine Istat ha mostrato un miglioramento, ma solo moderato, e l'indice Pmi manifatturiero è rimbalzato, rimanendo però in territorio recessivo per il 16esimo mese consecutivo". "Sia i dati reali sull'industria che le indagini ancora non includono l'effetto del nuovo shock idiosincratico che si è abbattuto sul settore manifatturiero a livello globale, ovvero gli effetti del 2019-nCoV, che potrebbero spostare in avanti (riteniamo, di non più di qualche mese) il punto di svolta per l'attività economica nell'industria".