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Inflazione e risparmiatori, sai quanto pesa sui tuoi risparmi?

C’è un errore che i risparmiatori non dovrebbero mai fare ed è la sottovalutazione dell’inflazione, cioè quell’indicatore che fornisce informazioni sul costo della vita.

Sì perché accantonare risparmi senza tenerne conto, significa lasciar deprezzare i propri risparmi e questo risulta particolarmente vero in questa fase storica in cui l’Italia torna a registrare percentuali di inflazione sui massimi.

Secondo i dati provvisori Istat relativi a marzo 2022, l’inflazione annuale acquisita è pari al 6,7%. Stiamo messi meglio della media europea, tuttavia, accantonare 1.000 euro sul conto oggi, significa ritrovarsi con 1.000 – 6,7% = 933 euro a fine anno.

Questo perché mentre noi risparmiamo, il prezzo delle cose che acquistiamo sale. Dunque, se stiamo accantonando risparmi per acquistare un’automobile fra 5 anni è probabile che quei 15.000 mila euro (ipotizziamo) varranno molto meno, anche perché l’inflazione si somma anno dopo anno e la perdita sul capitale accantonato potrebbe essere devastante.

Inflazione e risparmiatori: i conti fruttiferi non bastano

L’amara realtà è che a causa di una inflazione così alta, per i risparmiatori accantonare somme sui conti deposito, che sono fruttiferi, non basta più.

Quel risicato 0,7%, o anche nel migliore dei casi il 3% lordo annuo con vincoli sul capitale non inferiori ai 36 o 48 mesi, non bastano neppure a coprire l’inflazione: 6,7% – 3% = (meno) -3,7% di rendimento lordo sulle somme accantonate.

Calcolare la propria inflazione

Risulta anche vero che l’inflazione nazionale non è uguale per tutti. Questo accade perché l’inflazione è calcolata sull’indice CPI, il quale rappresenta un paniere di beni e servizi generale.

Non tutti i beni e servizi inclusi in quel paniere fanno parte della nostra spesa quotidiana o annuale.

In linea di principio l’inflazione varia in base ai seguenti fattori di vita:

  • età anagrafica: c’è differenza sostanziale tra chi lavora e chi è in pensione;

  • acquisto casa: chi acquista casa potrebbe avere un mutuo da pagare, spese per l’arredamento;

  • acquisto auto/moto: una voce di bilancio che pesa molto rispetto alle altre se si effettua l’acquisto e si ha una rata da pagare;

  • uso mezzi di trasporto/auto propria: grande la differenza anche tra chi va a lavorare a piedi, con i mezzi di trasporto oppure usa l’auto personale.

Un foglio per calcolare l’inflazione personale

Morningstar ha incluso, in un suo articolo dedicato al tema del calcolo dell’inflazione per i risparmiatori, un foglio di calcolo con cui calcolare la propria inflazione personale o familiare, tagliandola sulle spese reali che ciascuno fa.

Compilarlo nel dettaglio potrebbe aiutare il risparmiatore a capire quale sia la sua inflazione reale rispetto a quella generale fornita dall’Istat.

In questo modo avrà chiaro quale sia l’impatto dell’inflazione sui suoi risparmi e sul budget familiare.

Risparmiare non basta

Probabilmente, con il ritorno dei tassi di interesse in positivo le banche potranno offrire ai clienti conti di deposito fruttiferi più allettanti. Ma si tenga sempre presente l’inflazione, perché nei prossimi anni è attesa restare a livelli storici superiori rispetto al decennio precedente.

Pensare a delle forme di investimento o di risparmio gestito, può aiutare a ridurre l’effetto dell’inflazione sui risparmi accantonati.

Per conoscere tutti gli eventi economici del giorno e della settimana in Italia e all’estero, leggi il nostro Calendario Economico completo con tutti gli eventi in programma per gli investitori: indicatori economici, inflazione, dati sulla produzione, occupazione e disoccupazione.

This article was originally posted on FX Empire

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